A Verona, all'ospedale Borgo
Trento, una donna di 49 anni ha donato il rene alla figlia di 23
affetta da fibrosi cistica. Entrambe ora sono in terapia
intensiva e ci rimarranno anche nei prossimi giorni.
L'intervento è avvenuto ieri ed è il 106/o trapianto di rene
effettuato nel 2026 presso l'Azienda ospedaliera universitaria
integrata di Verona, che ha superato il traguardo di 100 a
inizio mese. Protagoniste, Iris e Lidia Stan. Già nel 2012 e nel
2019 Iris aveva dovuto subire due trapianti bipolmonari a
Padova.
A percorrere la sua vicenda è la sorella Nicole, secondo cui
il trapianto "racconta non soltanto la complessità di convivere
con una malattia cronica e affrontare interventi così delicati,
ma anche la forza di una famiglia che non ha mai smesso di
lottare e il valore inestimabile della donazione".
La famiglia vive a Val Liona, in provincia di Vicenza, ma
Lidia è seguita fin da piccola a Borgo Trento. E anche per
questo si è instaurato un legame forte con la comunità
dell'Aoui: "Dietro ogni trapianto ci sono persone, famiglie,
professionisti sanitari e nuove possibilità di vita".
Ora madre e figlia, spiega Nicole, "sono doloranti, però è
stata una cosa che aspettavamo da tanto. I tempi per gli esami
sono un po' lunghi, però sono entrambe molto contente di essere
riuscite a fare questo trapianto". Ieri sera, dopo essere
svegliata in terapia intensiva, Lidia aveva solo una domanda:
"Come sta la mamma?". A rendere necessaria la donazione da madre
e figlia, racconta ancora Nicole, è stata l'urgenza
dell'intervento: "La lista dei trapianti può arrivare anche a
due anni. Mia madre e mio padre hanno fatto tutti gli esami in
questi mesi, ma mia madre era leggermente più in salute e più
compatibile. E fortunatamente qualche giorno fa ha avuto il via
libera".
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