"Il 20 novembre la Cgil proclamerà lo sciopero generale": lo annuncia il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dal palco della manifestazione della Via maestra in piazza del Popolo a Roma, chiedendo risposte al governo in vista della manovra di Bilancio e ricordando che il 20 novembre c'è lo sciopero europeo degli studenti.
Le piazze si infiammano a Milano e a Torino. A Milano lancio di sassi e cariche della polizia, feriti e fermati. A Torino parapiglia tra i manifestanti.
'Lavoro, pace, ambiente, welfare, Costituzione': sotto questo slogan la Cgil torna in piazza a Roma nella manifestazione sostenuta anche da oltre cento associazioni laiche e cattoliche. In Calabria e Sicilia va avanti la protesta dei tir contro il caro carburanti. L'Anav Sicilia, l'associazione di categoria che raggruppa le aziende di trasporto viaggiatori, avverte che senza gasolio già da lunedì è a rischio il trasporto privato.
"Lavoro, pace, ambiente, welfare, Costituzione": sotto questo slogan si prepara a partire la manifestazione nazionale a Roma promossa dalla Cgil e dalle oltre cento associazioni laiche e cattoliche che fanno capo alla Via maestra. Il corteo partirà da piazza della Repubblica, intorno alle 14, diretto a piazza del Popolo, dove si alterneranno gli interventi dal palco. A chiudere il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.
La manifestazione rilancia diverse proposte e rivendicazioni: da più salari e meno precarietà ad un fisco "davvero giusto"; dalla sanità e istruzione pubbliche per tutte e tutti all'accesso alla casa; dal lavoro e l'ambiente insieme, alla pace, dicendo no al riarmo e all'aumento della spesa militare; dalla libertà di dissenso alla difesa e attuazione della Costituzione.
Sul lavoro, la Via maestra chiede di aumentare stipendi e pensioni, cancellare i contratti precari, contrastare il lavoro povero e ridurre il divario retributivo tra donne e uomini. Sul fisco la richiesta è di combattere l'evasione, ridurre il carico fiscale su salari e pensioni, tassare extra profitti, rendite e grandi ricchezze e garantire la progressività fiscale: chi ha di più deve contribuire di più, insistono i promotori della manifestazione. C'è anche la richiesta di portare il finanziamento della sanità pubblica al 7,5% del Pil e quello per l'istruzione al 5%, di assumere personale, di ridurre le liste d'attesa e garantire servizi pubblici di qualità in ogni parte del Paese.
Corteo a Milano, lancio di sassi contro la polizia
Una fitta sassaiola è partita in direzione della Polizia in via Broletto, in centro a Milano, all'altezza di via San Tomaso dove si è bloccato il corteo di Italia in piazza a cui partecipano oltre cinquemila manifestanti.
La polizia in tenuta antisommossa ha messo in atto una carica di alleggerimento. Il corteo si è spezzato in due, e gruppi di giovani si sono diretti in via Bossi.
Danneggiate pensiline atm le vetrate ai primi piani di alcuni palazzi storici. Sono state lanciate alcune bombe carta e fuochi pirotecnici. C'è molta confusione anche tra i ragazzi.
Nuovo doppio contatto viso a viso fra manifestanti e agenti in via Broletto, in centro a Milano, dove si trova bloccata la manifestazione indetta da Italia in Piazza. Le forze dell'ordine hanno risposto con una doppia carica breve ma più decisa della precedente. Nel fuggi fuggi si sono visti alcune persone contuse. Divelti tavolini, una fotografa ferita lievemente.
Nuove cariche delle forze dell'ordine, in via Broletto a Milano. Feriti a terra, per fortuna in modo lieve, alcuni ragazzi che imprecavano contro la Polizia. Tutti si sono rialzati, qualcuno più malconcio. Un agente in borghese ferito alla testa è stato deriso in coro mentre veniva soccorso.
I manifestanti hanno lanciato bombe carta contro le forze dell'ordine che sono prese da due lati essendo il corteo spezzato in due e non appaiono in grande numero. Resta la tensione. Alcuni ragazzi sono stati fermati e identificati. La Polizia sta piano piano respingendo quella che era la testa del corteo verso piazza Cordusio.
Corteo a Torino, parapiglia tra i manifestanti stessi
Parapiglia fra manifestanti si sono creati in due occasioni a Torino nel corteo contro il caro vita. Gli organizzatori della manifestazione hanno intimato ad alcuni giovanissimi di togliersi i cappucci e di sfilare con il volto scoperto. Un piccolo gruppo che tentava di superare la testa del corteo percorrendo di corsa i portici di via Po è stato inoltre bloccato dagli stessi dimostranti.
Giunti in piazza Vittorio Veneto, una bottiglia è stata lanciata contro i reparti di poliziotti sul posto.
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