Inarrestabile Kimi Antonelli che conquista la pole position nel Gp di Austin e si lancia all'inseguimento del titolo mondiale di Formula 1. In Texas l'attenzione è tutta per il giovane pilota della Mercedes che, complice una serie di difficili combinazioni nei piazzamenti, nella notte italiana di domenica potrebbe già laurearsi campione del mondo. Se così sarà non dipende solo dal 20enne di Bologna, ma da cosa faranno i suoi avversari in pista. Intanto, però, Antonelli svolge alla perfezione il proprio compito: miglior tempo nelle qualifiche e primo posto in griglia alla partenza.
Alle sue spalle Max Verstappen che, con la Red Bull, promette battaglia in gara. Più attardate le Ferrari con Charles Leclerc quarto e Lewis Hamilton quinto. Ancora più dietro la Mercedes di George Russell che si piazza settimo. Per tutto il weekend il 20enne bolognese ha marcato il territorio piazzandosi sempre tra i primi quattro in pista, consapevole, con il titolo ad un passo, di dover mantenere il sangue freddo senza rischiare troppo. Ma nelle qualifiche ha piazzato la zampata vincente. I rischi devono correrli soprattutto gli inseguitori se vogliono ancora puntare ad una improbabile rimonta. Alla vigilia della gara statunitense, Kimi ha 340 punti, con George Russell distaccato di 102 (238 punti) e Lewis Hamilton a -111 (229 punti). Al giovanissimo talento emiliano basterebbe, dopo la gara texana, avere 125 punti di vantaggio in classifica su Russell per avere la matematica certezza del titolo.
Calcoli che, però, sembrano non entusiasmare Antonelli: "Abbiamo fatto la pole e ora cercheremo di vincere. Ma Max è stato molto veloce e non sarà semplice. Cercherò di partire bene", ha spiegato subito dopo aver segnato il miglior tempo, lasciando intendere che non intende preoccuparsi di cosa faranno gli avversari anche perché tra una settimana si correrà in Messico e lì, finalmente, il titolo potrebbe diventare realtà. Il mondiale non è una ossessione per il giovanissimo talento Mercedes. I calcoli per il titolo sono difficili da fare anche perché non è ancora certo quante gare si disputeranno da qui alla fine della stagione.
Guerre permettendo, si dovrebbe correre regolarmente in Qatar e ad Abu Dhabi. Ma, se le due tappe in Medioriente dovessero essere cancellate e venisse confermato un unico recupero ad Imola, ad Antonelli basterebbe stare davanti a Russell o non perdere più di due punti in Texas. Tutte operazioni aritmetiche che però, al momento, non è possibile fare. Kimi, d'altronde, vuole vincere in pista tagliando per primo il traguardo, il resto lo lascia agli appassionati di numeri e statistica. In Italia, invece, si fanno i conti e bene con il pallottoliere: è da 73 anni che un italiano non vince il Mondiale di F1. L'ultimo fu Alberto Ascari.
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