Netflix non sta crescendo come

vorremmo. Sono le parole di Ted Sarandos, co-Ceo della

piattaforma in streaming, pronunciata durante 'Bloomberg

Screentime 2026', il vertice annuale dedicato al business

dell'intrattenimento, della cultura pop e dei media.

Sarandos ha rivelato che le ore di visualizzazione globali

sono aumentate solo del 2% nella prima metà del 2026, tuttavia

ha anche sottolineato che nonostante il rallentamento della

crescita dell'engagement (ossia il tempo totale trascorso dagli

utenti a guardare contenuti), l'azienda gode comunque di ottima

salute, mentre la stagnazione delle visualizzazioni riflette una

fase di transizione.

Netflix, inoltre, mira a vincere la scommessa sugli eventi

dal vivo investendo circa il 5% del suo budget annuale per i

contenuti (pari a circa 20 miliardi di dollari) nella

programmazione live, come le partite della Nfl. Al momento,

secondo le parole di Sarandos, questi show generano appena l'1%

dell'audience totale, ma sono fondamentali per attirare nuovi

abbonati e fidelizzare gli inserzionisti pubblicitari. Ha

inoltre annunciato che proprio a causa dell'attenzione morbosa

degli analisti sul rallentamento delle visualizzazioni, Netflix

cambierà strategia di trasparenza, a partire dal 2027

pubblicherà i dati sulle ore visualizzate solo una volta

all'anno (nel primo trimestre), concentrando l'attenzione del

mercato sui ricavi e sui profitti operativi.

A proposito della mega fusione da 111 miliardi di dollari tra

Paramount Skydance e Warner Bros. Discovery, e sulla potenziale

minaccia competitiva rappresentata dalla combinazione delle

piattaforme streaming dei due rivali (HBO Max e Paramount+), il

ceo ha detto: "Sulla carta, finora, si tratta di uno più uno.

Quindi non so se uno più uno faccia due, o se uno più uno faccia

uno e mezzo, o se uno più uno faccia tre".

Inizialmente, Netflix aveva vinto l'asta per rilevare gli

studios di Warner Bros. e HBO Max prima che l'accordo sfumasse

in favore di Paramount. Interpellato sul fatto se avesse dei

rimpianti, Sarandos ha risposto con un secco 'No', aggiungendo

che il piano di Netflix era solido e che l'offerta era stata

prezzata correttamente per generare valore per gli azionisti a

quella scala, e che una cifra superiore avrebbe portato

l'azienda in territorio negativo.

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