A pochi giorni dalla designazione

ufficiale delle città finaliste, Pozzuoli (Napoli) rilancia la

sua candidatura a Capitale italiana dell'Arte Contemporanea

2028. E' Paolo Lubrano, direttore del progetto 'La Città delle

Fragilità creative' inviato a giugno al MIC e adesso all'esame

finale della Commissione esaminatrice, a sostenere e rendere

pubbliche le motivazioni che rendono attuale l'intervento

culturale, proposto prima del forte evento sismico dello scorso

31 luglio. "Da allora ci siamo imposti il silenzio - spiega

Lubrano - con un tempo di rispetto imprescindibile per il

disagio del territorio e le necessità tangibili ed urgenti dei

cittadini. Un tempo sospeso che non ha fermato il nostro lavoro

e che ci ha consentito di ridefinire il senso profondo della

nostra candidatura nata prima del terremoto e chiamata poi a

misurarsi direttamente con esso".

Una sottolineatura che conferma la continuità della corsa di

Pozzuoli al titolo sebbene in presenza di uno scenario mutato ed

articolato in cui "ciascun ambito territoriale - continua

Lubrano - è chiamato a svolgere la propria parte, dalle

istituzioni nel garantire la sicurezza, alla politica nel

coordinarne i processi ai corpi civici nell'offrire sostegno

alla popolazione fino alle arti e alla cultura che devono

inserirsi nel contesto sociale per partecipare alla

ricostruzione morale e civile della comunità".

In questo rinnovato contesto la candidatura della città

flegrea trae forza proprio dalle recenti ferite che ne hanno

colpito la quotidianità, l'economia e l'identità dei suoi

cittadini. "Lontano dall'essere una semplice parentesi

consolatoria o un'operazione d'immagine - conclude Lubrano - il

progetto si propone come una leva strategica per restituire

verità alla narrazione del territorio e rilanciarlo nel

dibattito nazionale, superando l'idea dell'arte come cura

palliativa per i traumi collettivi ma utilizzandone i linguaggi

per dare voce alle assenze e alle criticità". Forte del sostegno

sottoscritto da numerose realtà pubbliche e private dell'area

metropolitana di Napoli, la sfida di Pozzuoli 2028 intende così

trasformare la vulnerabilità in una piattaforma di riscatto

pubblico e coesione sociale.

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