(di Francesco De Filippo)

I suoi romanzi, una cinquantina, e

i 126 racconti sono stati pubblicati circa in 150 Paesi, in 25

lingue, tanti sono stati trasposti in film, serial, eppure

"ancora oggi ho paura di non riuscire a soddisfare il lettore".

A parlare non è un autore di romanzi di appendice o d'amore, ma

uno dei maestri mondiali del crime e del thriller: quel Jeffery

Deaver, 76 anni, di Chicago, segaligno, volto affilato con uno

sguardo che somiglia in modo inquietante a qualcuno dei suoi

terribili protagonisti.

Un'ansia da prestazione che ha una dolcezza adolescenziale e

lo rende umano, ne scioglie l'immagine glaciale che si ricava di

lui. "Ascolto poco i critici, ascolto i lettori, scrivo per

loro, non per me. Non è il denaro la mia preoccupazione ma il

non riuscire a confezionare un libro che sia lo standard da voi

richiesto, che vi entusiasmi, vi appassioni". Ne consegue una

fatica improba: "Ogni giorno mi sveglio con il timore di

fallire, di non riuscire nel mio intento, per questo per otto

ore al giorno mi scervello per darvi l'esperienza di lettura

migliore possibile. Per otto mesi pianifico quel che devo

scrivere, ascoltando i miei lettori - spiega candidamente -.

Negli ultimi anni si sono appassionati a Colter Shaw; per

quattro anni la sua serie è stata la più vista negli Stati

Uniti, qui in Italia è su Disney Channel, Amazon e Paramount, si

chiama 'Tracker'. Mi avete detto che vi piace, continuo a darvi

sue storie, quindi piacendo Cortel Shaw ho dovuto mettere da

parte Kathryn", è la logica conseguenza. Però, "di recente un

grosso produttore ha deciso che realizzerà una serie tv dai

romanzi di Kathryn, tornata popolare, quindi l'anno prossimo per

Rizzoli uscirà il nuovo episodio della sua serie e poi ancora

altre storie".

In realtà Deaver non è così prono ai gusti del pubblico. "Una

volta una signora novantenne che viveva in una casa di riposo,

si avvicinò e mi disse 'ultimamente è un problematico leggere i

suoi libri nella struttura: si è un po' rammollito, all'inizio

faceva camminare i ratti su una donna: vogliamo più violenza'.

Questo non significa che scrivo più tagliuzzamenti e più

accoltellamenti".

Amante dell'Italia - il Paese dove vende di più dopo gli Usa

- ha ambientato un romanzo a Napoli e uno a Como, e del cibo

italiano, è molto critico con il suo Paese. "Ci sono 360 milioni

di abitanti negli Stati Uniti e 400mila armi da fuoco" e

"chiunque abbia almeno 18 anni può avere un'arma". Così "la

prima causa di morte infantile non è incidenti o vaccino ma arma

da fuoco". Facile scivolare sul tema Trump: "È una persona

narcisista, egotista, pensa solo a sé e ai suoi interessi,

crudele. Avevo sentito parlare di lui come impresario edile di

medio successo, poi candidatosi, alla prima tribuna politica non

disse cose particolarmente articolate ma si prese gioco di una

persona disabile. Era il 2016, da allora sono dichiaratamente

contro di lui".

Infine, l'intelligenza artificiale. "Dico che si può usare

per controllo ortografico, verifica della punteggiatura,

ricerche, mai bisogna usarla per scrivere. Se lo fai, rubi quel

che qualcun altro ha creato prima di te". Deaver "con migliaia

di altri autori" ha intentato una causa contro "Anthropic che ha

usato in maniera impropria senza averne diritto, i nostri

titoli". Poi c'è la passione: "Se è la scrittura che vi intriga,

scrivete, non c'è niente di meglio che sedersi davanti a un

foglio bianco e scervellarsi per entusiasmare il lettore".

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