Kiev resta il terreno di scontro elettorale tra gli alleati. Su difesa e sicurezza, invece, la maggioranza cerca una linea comune nella manovra. Nella finanziaria appena messa a punto, il governo traccia la rotta per la Difesa dei prossimi anni: organici da rafforzare, una riserva militare da costruire e investimenti nelle tecnologie del futuro, con oltre 1,3 miliardi aggiuntivi per le missioni all'estero e nuovi fondi per il caccia di sesta generazione sviluppato insieme a Londra e Tokyo. E guarda anche alla sicurezza nelle città, prorogando fino a marzo la presenza dei militari nelle strade di Milano. Agli investimenti si affiancano però subito le tutele per chi indossa la divisa. Forza Italia torna a chiedere una previdenza dedicata al comparto Difesa e Sicurezza, ancora assente dal testo: è "un imperativo morale", insiste il leader azzurro Antonio Tajani, richiamando la tragedia dei militari italiani in Bosnia, le aggressioni alle forze dell'ordine durante le manifestazioni e i rischi quotidiani del servizio. E promettendo battaglia, anche giocando subito la carta dell'emendamento: "Faremo di tutto perché venga inserita già nell'articolato della legge di bilancio".

I 500 parà della Folgore arrivati nel capoluogo meneghino dopo gli scontri del 17 e 18 ottobre non faranno le valigie a fine anno: resteranno fino al 31 marzo 2027, con 6,1 milioni per prorogare l'operazione 'Strade Sicure'. Una scelta inserita nell'articolo 100 della manovra che riaccende la polemica. "A Milano non servono i militari. Servono i 500 poliziotti dello Stato, educatori e operatori sociali", ribatte l'aspirante candidato sindaco dem Francesco Majorino, tornando a bollare la militarizzazione della città come "una farsa". E se i soldati restano al loro posto, le forze dell'ordine si preparano a rispolverare la figura d'altri tempi del carabiniere ausiliario: ne arriveranno 600 nel 2027 e mille all'anno dal 2028, con un modello estendibile anche a Polizia, Guardia di finanza e Polizia penitenziaria. La scommessa più onerosa è però sulla riserva militare: 26,4 milioni nel 2027, oltre 423 nel 2028 e quasi 435 nel 2029, per costruire un bacino di uomini addestrati da richiamare all'occorrenza. Altri 104 milioni andranno alle caserme, tra nuove costruzioni e ammodernamenti.

Oltre i confini, la partita è anche industriale. Il Gcap, il caccia di sesta generazione sviluppato con Londra e Tokyo - al quale Berlino guarda con interesse dopo la crisi con Parigi sul concorrente Fcas - incassa quasi 48 milioni aggiuntivi nel biennio per l'organizzazione che ne guida lo sviluppo. Alle missioni all'estero vanno invece 520 milioni nel 2027 e 803 nel 2028. E tra le pieghe internazionali spunta anche Kiev: la difesa potrà recuperare nel 2027 i rimborsi Ue per gli equipaggiamenti militari già forniti all'Ucraina attraverso la European peace facility. Nessun nuovo stanziamento per le armi, né impegni: un passaggio contabile che basta per mantenere Kiev nei conti del governo, senza alimentare divisioni.

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