"Le ambizioni sono in realtà molto

più grandi, e fin dall'inizio ci eravamo dati questo obiettivo,

quasi un sogno: di provare a costruire una delle aziende

migliori di sempre, una delle aziende più vincenti della nostra

generazione. E secondo me siamo ancora lontani". Così Luca

Ferrari, fondatore e ceo di Bending Spoons, premiato con il

premio Parete dedicato al finanziere Ermando Parete,

sopravvissuto a Dachau.

Interpellato sugli alti rendimenti dei bond collocati dalla

società tecnologica quotata al Nasdaq ha replicato che

"preferiremmo pagare meno" ma "siccome abbiamo storicamente

generato dei ritorni di gran lunga superiori al costo di questo

debito, ci sembra razionale raccogliere questi capitali e farli

fruttare". Sui tagli del personale nelle società acquisite da

Bending Spoons Ferari ha spiegato che "l'obiettivo è di

massimizzarne il successo nel lungo termine" delle aziende.

"Sono interventi sofferti, ovviamente in primis per chi viene

mandato via, va da sé, e anche per quelli tra di noi che

implementano quelle ristrutturazioni, non ci fa per nulla

piacere".

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