Con un bilancio drammatico di quasi 100mila morti e 2 milioni di profughi, la guerra finì con gli accordi di Dayton del 1995, firmati a Parigi il 14 dicembre in Ohio, negli Stati Uniti. La pace ha messo fine alla guerra ma ha creato “un purgatorio rappresentato da oltre 30 anni di assenza di guerra ma dalla persistenza di una pace fredda, vuota e lontana da prospettiva di autentico progresso civile sociale ed economico", secondo la definizione di Michael Louis Giffoni ex diplomatico italiano, che lavorò a lungo negli anni Novanta nei Balcani. La Bosnia-Erzegovina è divisa in due entità principali, la Federazione di Bosnia-Erzegovina e la Republika Srpska, oltre al distretto autonomo di Brčko: tre nazioni in un’entità statale. Il sistema comprende una Presidenza collegiale di tre membri e un equilibrio costituzionale tra bosgnacchi, serbi e croati. Da qui una delle grandi domande sul percorso europeo della Bosnia: può un Paese entrare nell’Unione mantenendo una struttura istituzionale nata per chiudere una guerra di trent’anni fa?
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