A Milano in piena settimana
della moda una mostra indaga per la prima volta il rapporto tra
Salvador Dalí con questo mondo, che l'artista considerava
strumento di costruzione dell'identità, trasformazione del corpo
e comunicazione. Palazzo Reale apre la nuova stagione espositiva
con un progetto di respiro internazionale, 'Dalí e la Moda', in
programma dal 24 settembre 2026 al 31 gennaio 2027. "Dalí
amava profondamente i sistemi della moda: se ne appropriò, li
imitò e li trasformò in arte", afferma la curatrice della mostra
Judith Clark. "Palazzo Reale, con questo progetto inedito,
conferma la propria vocazione a rileggere i grandi artisti
attraverso prospettive sempre nuove", ha spiegato l'assessore
alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi. Oltre 200
opere e documenti - dipinti, disegni, fotografie, abiti,
gioielli, accessori, oggetti e filmati, molti mai esposti in
Italia - provengono dalle tre maggiori collezioni di opere di
Dalí al mondo: la Fundació Gala-Salvador Dalí di Figueres, il
Dalí Museum di St. Petersburg, in Florida, e il Museo Nacional
Centro de Arte Reina Sofía di Madrid. A queste si aggiungono gli
archivi storici delle maison Schiaparelli, Chanel, Dior e
Rabanne. Il percorso mette in relazione le opere dell'artista
con una selezione di capi e accessori appartenuti a Dalí e Gala,
la sua compagna, presentati per la prima volta fuori dalla
Spagna. Il rapporto tra guardaroba e pittura emerge anche nei
numerosi dipinti in cui Dalí rappresenta gli abiti con
straordinaria precisione.
Una delle più feconde collaborazioni tra arte e moda del
Novecento nasce nel 1936, quando Dalì firma per Elsa
Schiaparelli la sua prima vetrina per il grande magazzino Bonwit
Teller di New York. Poi c'è il dialogo con Coco Chanel che si
estende alla scena teatrale: nel 1939 la stilista collabora ai
costumi di Bacchanale, produzione per la quale Dalí realizza
anche scenografia e libretto.
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