(di Francesco Gallo)

"Avevo già portato in teatro un testo

di Moravia intitolato 'La donna leopardo', e poi per curiosità

mi sono messa a leggere i post-moraviani e ho incontrato

Montefoschi. Ho letto tante cose sue, ma mi sono fermata su un

romanzo meno noto di altri 'Desiderio' perché mi dava la

possibilità di lavorare su tre cose che mi ossessionano da

parecchio: il tempo, la relazione tra le persone e, infine,

lo spazio".

Così Michela Cescon sintetizza il suo ultimo film passato oggi

alla Festa di Roma nella sezione Grand Public e ispirato

all'omonimo romanzo di Giorgio Montefoschi. L'uscita nelle sale

è prevista a marzo 2027 con Fandango.

Questa la storia. Roma fine anni Ottanta, Matteo (Enrico

Borello) giovane universitario che coltiva l'ambizione di

diventare sceneggiatore incontra Livia (Romana Maggiora

Vergano), ragazza affascinante, ma inquieta. Tra i due nasce un

sentimento intenso, ma appartengono a mondi sociali differenti

per approdare a una relazione compiuta.

Passano gli anni, Matteo è un giornalista padre di due

figli. Ma Livia torna inaspettatamente a Roma e il loro nuovo

incontro riapre una storia che entrambi credevano appartenere al

passato.

"Livia - dice Maggiora Vergano - è una donna decisamente libera,

che non ha paura di contraddirsi, fragile e forte allo stesso

tempo, in grado di bastare a se stessa, molto moderna. È piena

di colori: è tantissime cose insieme contemporaneamente,

incontenibile e indefinibile. Il desiderio - aggiunge l'attrice

- è una continua curiosità e uno sguardo sull'altro. Quando ero

piccola desideravo cose gigantesche, ora penso a cose più

semplici, magari una chiacchierata con un'amica".

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