"Evitare gli stereotipi e affrontare

in modo profondo le cause serie di questo disagio giovanile".

Enrico Giovannini, economista e statistico, ha presieduto anche

l'Istat, due volte ministro nei Governi Letta e Draghi, delle

Infrastrutture e mobilità sostenibili e del Lavoro, rilancia,

dati alla mano, la questione della mancata risposta politica e

sociale alle domande che provengono dalle giovani generazioni,

ma non si limita a denunciare. "Se vogliamo passare dalle parole

ai fatti questo è il momento perfetto, possiamo cambiare

registro". Con l'ASviS, l'Alleanza Italiana per lo Sviluppo

Sostenibile, di cui Giovannini è Direttore scientifico, che

presenterà mercoledì prossimo il suo Rapporto Annuale e le

proposte per la futura legislatura, di progetti ne ha messi in

cantiere tanti, ma l'ultimo traguardo potrebbe essere quello

capace di catalizzare l'attenzione di quanti, giovani e adulti,

schieramenti di destra o sinistra, vorrebbero fare qualcosa per

andare oltre la litania dell'assenza di futuro per le nuove

generazioni. "Nel 2025 abbiamo lanciato il progetto 'Ecosistema

Futuro', con l'obiettivo, su cui qualcuno potrebbe anche

ironizzare, di riportare il futuro al centro del dibattito

culturale e politico del nostro Paese. Tra le altre cose abbiamo

creato una 'Costituente' con 40 ragazze e ragazzi under 35,

assistiti da 12 Mentor, tra i quali ex-presidenti del Consiglio,

della Camera dei Deputati, della Corte Costituzionale, che

stanno lavorando alla definizione delle regole di quella che

abbiamo chiamato 'Assemblea Nazionale sul Futuro', una sorta di

Parlamento, ma con una composizione per età inversa rispetto a

quella parlamentare, che si occupi delle questioni più rilevanti

per il futuro del Paese. Abbiamo poi lanciato le 'Piazze sul

Futuro': diverse sono state già organizzate e ancora di più lo

saranno nei prossimi mesi, per ricominciare a parlare di una

cosa che apparentemente non interessa a nessuno. Ma se non ci

interessiamo noi del nostro futuro lo farà qualcun altro e, in

questo periodo, mi sembra una pessima scelta". Per dare risposte

concrete alle domande dei giovani ci sono due cose che, dice

Giovannini, andrebbero fatte ora, in vista delle elezioni e che

sono il frutto di proposte dell'Alleanza realizzate grazie alla

convergenza delle forze politiche: "un fondamentale cambiamento

è avvenuto nel 2022, con l'introduzione, tra i principi

fondamentali della Costituzione, della tutela dell'ambiente,

della biodiversità e gli ecosistemi, 'anche nell'interesse delle

future generazioni' e con l'affermazione che l'attività

economica non può svolgersi contro la salute e contro

l'ambiente". Inoltre, "al fine di assicurare il fatto che le

leggi e le politiche siano coerenti con quei principi abbiamo

sollecitato il governo a introdurre la VIG, la Valutazione di

Impatto Generazionale, che è diventata legge nel novembre del

2025: d'ora in poi, ogni nuova legge, prima di essere approvata,

va valutata in termini di impatto sociale e ambientale sui

giovani di oggi e sulle future generazioni. Anzi - sottolinea

Giovannini - il comma 1 dell'articolo 4 fa un'affermazione

radicale e cioè che 'le leggi della Repubblica promuovono

l'equità tra generazioni', un principio potenzialmente

rivoluzionario rispetto al modo con cui la politica si

comporta". C'è tuttavia un ma: "stiamo ancora aspettando il

decreto del Presidente del Consiglio che attui quanto previsto

dalla legge e che dovrebbe essere in dirittura d'arrivo. Capisce

il cambio radicale del modo in cui le leggi italiane dovranno

essere impostate grazie a questa novità?". Insomma, "lo dice il

Presidente Mattarella, lo dice il Papa: bisogna mettere gli

interessi dei giovani al centro delle scelte politiche, e non

solo. Ora, abbiamo finalmente una Costituzione e l'obbligo di

VIG (ambedue votate all'unanimità delle forze parlamentari) che

impongono di disegnare le politiche pensando ai giovani di oggi

e di domani, non solo evitando che esse peggiorino l'attuale

ingiustizia tra generazioni, ma che la riducano. Dunque, dunque

quale migliore modo di rispondere alle manifestazioni approvando

istantaneamente e pubblicandolo in Gazzetta Ufficiale il Dpcm di

attuazione?". La seconda proposta riguarda i programmi

elettorali dei partiti che si presenteranno alle elezioni.

Dunque, "visto il voto unanime su Costituzione e VIG io mi

aspetto che tutti i partiti mettano nei programmi l'impegno

verso i giovani e a rispettare i citati principi, e che magari

chiedano a organismi indipendenti di fare la VIG delle loro

proposte". Giovannini chiude con alcune domande: "ma chi in

questi giorni ha commentato la condizione dei giovani e le

manifestazioni conosce le novità di cui abbiamo parlato? Ma gli

esponenti dei partiti e l'opinione pubblica hanno contezza della

straordinaria opportunità che queste innovazioni offrono? Lo

spero, ovviamente, perché se la classe dirigente, non solo

politica, decidesse, in un momento come questo, di non usare

seriamente i nuovi strumenti disponibili per cambiare il futuro

del nostro Paese allora mi sembrerebbe inutile domandarsi perché

i giovani sono arrabbiati e hanno poca fiducia nella politica".

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