(dell'inviato Riccardo Rimondi)
Futuro nazionale ha "sempre dato
disponibilità a discutere all'interno di quelle che sono le
nostre linee rosse", ma si è scontrato contro "muri" e
"posizioni di incompatibilità", tanto che c'è da chiedersi "come
mai il presidente del Consiglio Meloni voglia far vincere
ostinatamente la sinistra". Roberto Vannacci parla alla premier
e apre a un'alleanza col centrodestra. Avverte che non è
disposto a farla a ogni costo: "Nessuno mi porterà a effettuare
scelte che non sono negli interessi degli italiani". E non
rinuncia a criticare l'esecutivo, chiedendosi "se questo governo
ha agito veramente nell'interesse degli italiani".
Ricorda che la sua creatura politica ha un programma "all'82%
analogo a quello che era il programma di FdI nel 2018" e che il
suo atteggiamento verso l'Europa "è quello di Meloni di qualche
anno fa". Ma quello di oggi è un "governo di ipodestra
annacquato" che "continua a mantenere su quella seggiola di
potere Ursula von der Leyen", responsabile del Green deal, "la
più grande truffa che l'Europa abbia subito dal dopoguerra a
oggi".
Il leader di Futuro nazionale parla dalla festa
dell'agricoltura organizzata dal suo partito a Trecenta in
provincia di Rovigo. Data e luogo si prestano a vari richiami
storici, visto che in questi giorni ricorre l'anniversario della
marcia su Roma - celebrata tra le polemiche in alcune cene
organizzate in Lombardia dall'estrema destra e da ambienti
vicini a Futuro Nazionale - e che a una ventina di chilometri da
qui, sempre in Polesine, nacque Giacomo Matteotti.
Vannacci si presenta, prima in conferenza stampa con l'ex
sindaco di Roma Gianni Alemanno e poi sul palco davanti ad
alcune centinaia di persone, brandendo una falce: "Non ho il
martello e chi lo usa come simbolo non l'ha mai usato per
lavorare". Assicura di non temere i sondaggi "farlocchi" che lo
danno in calo, né che una sua esclusione dalla compagine di
centrodestra possa fargli perdere voti: "Credo che l'italiano si
sia stancato di una compagine politica rancida e stantia che non
fa altro che portare avanti l'agenda Draghi". La realtà è che
"potremmo essere il primo partito in Italia come numero di
tesserati". Mentre parla, il consigliere regionale del Veneto
Stefano Valdegamberi gli porge un busto con le sue fattezze.
Fuori, ad aspettarlo nel prato di un agriturismo, alcune
centinaia di persone che prima ascoltano e poi si mettono
ordinatamente in fila per un selfie.
A loro è dedicata questa giornata. "Non dobbiamo tagliare la
Pac", ammonisce Vannacci, ricordando che "il mondo agricolo sta
versando in una crisi incredibile" che "è il risultato di quelle
politiche scellerate che sono state intraprese da questa
Comunità europea e purtroppo seguite e supportate anche a
livello nazionale".
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