Resta in carcere Fulvio
Ielmini, 73 anni, accusato del femminicidio dell'ex compagna
Pierina Buffon, morta il 16 ottobre nello scontro frontale tra
le loro auto a Cassano Magnago, nel Varesotto.
Il gip Veronica Giacoia ha respinto la richiesta dei
difensori Angelo Luini e Marco Bosco di una misura meno
afflittiva, anche con il trasferimento in una struttura di cura.
Secondo il giudice, le lesioni riportate dall'uomo sono
transitorie e non ci sono, allo stato, elementi sufficienti per
ipotizzare patologie psichiche. Sarà comunque garantita
un'adeguata assistenza sanitaria, con l'attivazione delle
procedure necessarie attraverso il Provveditorato regionale
dell'amministrazione penitenziaria.
La difesa valuta la richiesta di una perizia psichiatrica per
approfondire le condizioni mentali dell'indagato. "Il mio
assistito non si rende conto. Non ha mostrato segni di
pentimento, a differenza dei famigliari che sono prostrati,
perché è fermo sull'incidente stradale. È confuso, non
realizza", ha dichiarato l'avvocato Angelo Luini.
Ielmini, che durante l'interrogatorio di garanzia si è avvalso
della facoltà di non rispondere, continua a sostenere la tesi
dell'incidente, escludendo di aver provocato volontariamente lo
schianto. Secondo l'ipotesi accusatoria, l'uomo avrebbe diretto
la propria Jaguar contro la Dacia guidata dall'ex compagna, a
una velocità di circa 140 chilometri orari. La perizia
cinematica, prevista dal 5 novembre, dovrà contribuire a
chiarire la dinamica dell'impatto. Le responsabilità
dell'indagato restano da accertare nel corso del procedimento.
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