Il premier israeliano Benjamin

Netanyahu e un soldato israeliano con le gambe affondate nel

sangue e sotto una campana di vetro che li protegge .Si intitola

"Gli Intoccabili" la nuova opera della street artist Laika

realizzata a Roma, in via Beatrice Cenci, nel ghetto ebraico,

alla vigilia del voto sul Ddl Antisemitismo. "Dopo più di tre

anni di genocidio, il Governo italiano continua a difendere

quello Israeliano a spada tratta, fino a varare un decreto che

identifica anche la critica allo Stato di Israele come

antisemitismo- dichiara l'artista- trovo che questo Ddl sia un

insulto a tutte le persone ebree che sono state deportate e

uccise nei lager nazisti. È un decreto che censura la libertà di

opinione e mette in pericolo la nostra democrazia".

"Spero che dal centro sinistra, dopo tante esitazioni

arrivi una posizione netta. Di rottura" auspica Laika

evidenziando che il ddl è condiviso da esponenti di questo

schieramento come Graziano Delrio, Walter Verini, Alfredo Bazoli

e Sandra Zampa.

"Da antifascista, sono d'accordo che ogni episodio di

antisemitismo, inteso come discriminazione delle persone di

religione ebraica, vada punito severamente. Ma la definizione

dell'Ihra sulla quale questo Ddl si basa, sfrutta le sofferenze

del passato per permettere a Netanyahu e al suo governo

criminale di portare a termine il genocidio a Gaza senza neanche

poter essere criticati".

"Lasciateci liberi di essere antisionisti, di criticare chi

commette un genocidio, chi ha massacrato migliaia di civili, di

bambini", sostiene ancora Laika, che conclude: "come Al Capone,

che nel film 'Gli Intoccabili' aveva la protezione di giudici,

polizia e politici per continuare a fare i suoi sporchi affari,

anche Netanyahu e il suo governo cercano di condizionare la

politica di altri paesi per i propri comodi".

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