È stato depositato questa
mattina, davanti al Tribunale ordinario di Cagliari, il ricorso
contro la Presidenza del Consiglio dei ministri per contestare
la legittimità costituzionale della nuova legge elettorale n.180
del 2026.
Il ricorso, sottoscritto dagli avvocati Giovanni Dore, Carlo
Augusto Melis e Alessandro Tedde, ha raccolto un ampio consenso
nella società civile sarda, coinvolgendo personalità di primo
piano del mondo accademico, giuridico, istituzionale, politico e
culturale. Tra i ricorrenti figurano i costituzionalisti Pietro
Ciarlo, Gianmario Demuro e Andrea Deffenu, due ex presidenti
della Regione Sardegna - Federico Palomba e Gianmario Selis -
l'ex Rettrice dell'Università di Cagliari Maria Del Zompo, gli
accademici e giuristi Francesco Sitzia, Andrea Pubusa e Carlo
Dore jr. Hanno inoltre aderito numerosi rappresentanti della
società civile.
L'iniziativa promossa a Cagliari si inserisce in una più
ampia azione di carattere nazionale, coordinata con la rete di
avvocati che fa riferimento a Roberto Zaccaria, Pietro Adami,
Federico Grosso e Maria Agostina Cabiddu. La rete promuoverà
analoghi ricorsi davanti ai Tribunali delle altre 25 sedi di
Corte d'Appello italiane, dando vita a un'iniziativa diffusa su
tutto il territorio nazionale, finalizzata a sottoporre alla
Corte costituzionale le questioni di legittimità della nuova
legge elettorale.
Otto i motivi del ricorso. L'azione giudiziaria nasce dalla
convinzione che la nuova disciplina elettorale presenti "gravi
profili di contrasto con i principi fondamentali della
Costituzione, in particolare con l'eguaglianza del voto, la
libertà degli elettori di scegliere i propri rappresentanti, il
pluralismo politico e gli equilibri della forma di governo
parlamentare", spiegano i promotori del ricorso.
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