(di Francesco Gallo)

Che la faccia di pietra di Javier

Bardem sia capace di esprimere tanto con così poco - un leggero

movimento di palpebra, una piega della fronte - , lo si vede

bene in 'L'essere amato' di Rodrigo Sorogoyen, in sala dal 12

novembre con Movies Inspired, in cui interpreta un uomo

tradizionale, un regista carismatico e intrattabile da due

Oscar, che si confronta con una figlia ferita da troppo tempo e

dalla quale si aspetta perdono.

Tutto parte da un lunga inquadratura molto stretta, una

composizione claustrofobica che si svolge in un ristorante dove

per la prima volta, dopo tredici anni, si incontrano appunto il

regista Esteban Martínez (Bardem) e sua figlia Emilia Vera

(Victoria Luengo), attrice di serie b che si adatta spesso anche

a fare la cameriera.

Sorogoyen li imprigiona in un'inquadratura ravvicinata che

taglia anche i volti rendendo centrale il loro discorso, le loro

parole e il loro inevitabile imbarazzo.

Che hanno mai da dirsi?

Martinez cerca un contatto con una figlia che neppure conosce e

che vuole coinvolgere in un film importante, una cosa che non

può che fare piacere a un'attrice da fiction come lei. Ma Emilia

ha le sue resistenze, i suoi sotterranei rancori e così non

accetta subito nonostante la lunga conversazione in cui i due si

sono misurati, studiati e hanno considerato somiglianze e

affinità.

Nella seconda parte del film siamo sul set dove si rivela la

vera natura del carattere autoritario di Esteban, irascibile,

manipolatore, narcisista ed ossessionato dal controllo. Emilia

però si ribella, trova in questo comportamento paterno la natura

del suo dolore.

In un film pieno di sfumature e di timidi accenni di affettività

del padre verso la figlia e viceversa, a volte del tutto

involontari, Sorogoyen riesce a mantenere il timone diritto su

quella sottile linea che si instaura tra due persone legate

biologicamente che cercano una prova, un riscatto, un miracolo:

che quello che poteva essere diventi realtà.

Tra i momenti più dolorosi del film c'è quello che vede Emilia

entrare in contatto con la nuova famiglia di Esteban, l'incontro

con le persone che hanno avuto quella presenza a lei mancata.

In un film che può ricordare legittimamente 'Sentimental Value'

di Joachim Trier, una versione mediterranea e calda del rapporto

familiare irrisolto tra un padre e una figlia, la critica

all'unisono è d'accordo più che sulla qualità del film sulla

grande bravura di Bardem.

Possibilità di una sua corsa all'Oscar?

Ora il film, già passato a Cannes, non è quello candidato dalla

Spagna agli Academy Awards - gli è stato preferito infatti 'La

Bola Negra' - ma per Bardem non è finita qui. L'attore - come

indicano Screen Daily e Deadline - potrebbe entrare nella corsa

all'Oscar 2027 come miglior attore protagonista. Il distributore

americano Kino Lorber ha infatti annunciato una campagna

promozionale per sostenere film e interpretazione di Bardem

durante la stagione dei premi hollywoodiani, prevedendo anche

un'uscita nelle sale statunitensi utile per l'ammissibilità agli

Oscar.

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