Se si esclude Oxford, questa è la notizia: la Cina batte l’Europa e decreta il sorpasso delle università asiatiche sul Vecchio continente. Per la prima volta, nel “Times Higher Education World University Rankings 202”7, una delle principali classifiche annuali sui migliori atenei del mondo, l'università Tsinghua cinese supera l'ETH Zurich in Svizzera e si piazza all'11esimo posto: Significa che l'istituzione più quotata dell'Asia è ora superiore alla principale università dell'Europa continentale.

Oxford in vetta

In vetta, sopra tutte, però c’è ancora lei: Oxford. L’ateneo del Regno Unito si conferma prima, per l’undicesimo anno consecutivo, tallonato dal Massachusetts institute of technology negli Stati Uniti, che mantiene il secondo posto. Il divario tra le due si sta però assottigliando. Perché la maggiore produttività nella ricerca, la collaborazione internazionale nella pubblicazione di studi e il rapporto tra dottorati e personale di Oxford prevalgono su quelli del Mit, che può vantare al contrario un miglior rapporto studenti-docenti, un maggiore impatto delle citazioni e una maggiore forza nella ricerca.

L’America presente con sette atenei

La top ten complessiva è comunque dominata dagli Stati Uniti, presenti con sette atenei, e dal Regno Unito, con tre. A proposito di Europa: se l’anno scorso erano 90 le istituzioni accademiche del Vecchio continente tra le prime 200, quest’anno sono 85.

Bologna guida la classifica dell’Italia

E l’Italia? Bologna guida la classifica, guadagnando ben 19 posizioni e conquistando così il 111esimo posto nel ranking mondiale. Sale anche la Sapienza di Roma di 23 posizioni fino al 147esimo posto. La new entry è però il Politecnico di Milano che per la prima volta si aggiunge alle top 200 e si trova al 157esimo posto.

«I ranking non sono un fine, ma uno strumento - dichiara Donatella Sciuto, la rettrice del Polimi - Entrare per la prima volta tra le prime 200 università è quindi un risultato importante, soprattutto perché nasce dal lavoro di tutta la nostra comunità: è la qualità della ricerca e della formazione che costruiamo insieme a determinare la nostra reputazione internazionale, non il contrario. Ed è su questa qualità che continueremo a investire".

In particolare in questo caso il miglioramento più marcato riguarda il Research Environment, l'indicatore che valuta la reputazione, la produttività e le risorse destinate alla ricerca.

Uscendo da Milano, in generale, sulle 2.297 università classificate, l’Italia ne conta 58, quattro in più rispetto allo scorso anno, il terzo Paese più rappresentato. Unica nota dolente la Scuola di Studi Avanzati Sant'Anna di Pisa, uscita dalla top 250.