La quinta sezione della Corte di

Cassazione ha annullato, senza rinvio, con la formula "perché il

fatto non costituisce reato", le sentenze di condanna emesse dal

Tribunale di Pisa e dalla Corte di Appello di Firenze nei

confronti di Alessandro Raffa, ex politico e blogger, querelato

per diffamazione dal Trio Medusa composto da Gabriele Corsi,

Giorgio Maria Daviddi e Furio Corsetti.

Nel 2013, durante una puntata del programma su Radio Deejay

"Chiamate Roma Triuno Triuno", il Trio Medusa aveva ironizzato

sul tema del signoraggio bancario e Alessandro Raffa, a seguito

della diretta radio, rispose nel suo blog nocensura.com

stigmatizzando in maniera piccata la versione dei fatti

illustrata dal Trio.

Dopo anni di battaglie giudiziarie la Suprema Corte ha dato

ragione ai legali di Raffa, gli avvocati Sergio Pisani e

Domenico Di Tullio, i quali hanno sempre sostenuto che il

blogger "non diffamò il Trio Medusa, ma invitò soltanto a

riflettere sul tema signoraggio bancario".

La tesi difensiva ha sostenuto, spiegano i due

professionisti, "che il suo intervento non fosse un attacco

diffamatorio, ma un invito a riflettere su una questione di

interesse pubblico e a manifestare civilmente il proprio

dissenso".

Per Pisani e Di Tullio "la critica, anche quando è scomoda,

non può essere automaticamente trasformata in un reato".

"La pronuncia riafferma l'importanza di distinguere la libera

manifestazione del pensiero dalle eventuali condotte offensive

commesse autonomamente da altri utenti", concludono i due

professionisti.

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