(di Mauretta Capuano)
"Non c'è stato il capovolgimento, ma
le cose sono cambiate. Il blocco di Gadi Eisenkot è forte.
Nessuno raggiunge i 61 seggi necessari per governare. Anche se
Netanyahu rigovernasse non potrà più contare sulla maggioranza
che aveva prima, non ha perso e neppure vinto, poteva prendere
un po' meno, comunque è stato sconfitto in una certa misura.
Certo, è sorprendente che lui, che non rappresenta oggi la
società israeliana abbia avuto tutto questo consenso. Il suo
partito, Likud, resta il primo, ma è l'unico partito storico
rimasto e Israele non può spazzarlo via". Lo dice all'ANSA Elena
Loewenthal, scrittrice, traduttrice, insegnante universitaria,
giornalista, studiosa della tradizione ebraica, addetta
culturale all'Ambasciata d'Italia a Tel Aviv dal 2015 al 2017.
"Certo non è una rivoluzione, le anime belle in Europa e nel
mondo si aspettavano che Netanyahu fosse azzerato dal voto, ma
era del tutto improbabile e assurdo. L'odio e la demonizzazione
che è stata fatta di Netanyahu lo hanno aiutato" dice la
studiosa mentre avviene lo spoglio dei voti delle prime elezioni
israeliane dopo il massacro del 7 ottobre 2023.
"La cosa interessante è l'ingovernabilità del Paese che è una
costante del Paese. Non credo si arriverà di nuovo alle elezioni
come è stato anni fa e si è dimostrato inutile. Tireranno fuori
qualche inventiva. E' tutto più complesso, intricato e
impensabile di quello che ci si aspettava. Non sono pessimista,
non lo sono mai stata per queste elezioni. Era davvero
impensabile vedere il crollo del Likud. Dovranno inventarsi
qualcosa. Le liste arabe sono l'ago della bilancia.
Questi casini succedono solo dove c'è la democrazia e
corrispondono alla complessità della società di Israele. La vedo
come una grande prova. Ho fiducia nel Paese, non nei suoi
governanti" sottolinea Loewenthal.
"Chiunque faccia il governo - aggiunge - deve erodere qualcosa
alla coalizione opposta. Vedo difficile per Netanyahu scendere a
patti con qualcuno delle altre coalizioni. Forse il partito di
Eisenkot, ex capo di Stato Maggiore, ha più probabilità di
farlo. Mi auguro che riesca a fare una coalizione e apra ai
partiti arabi. Il boom dei partiti arabi è il vero dato
significativo di questo voto. Gli arabi in Israele sono 2
milioni e mezzo, è una grande minoranza ed è giusto siano
rappresentati. Prima non andavano a votare, boicottavano le
elezioni. Questo Parlamento per formare il governo dovrà mettere
mano alle coalizioni pre-ordinate. E' un segno di grande
democrazia".
L'enorme affluenza? "Non si registrava un'affluenza così grande
da 40-50 anni. Ha battuto tutti i record la mattina. La gente ha
sentito il dovere di andare a votare . E' bello se pensiamo alla
pigrizia delle vecchie democrazie. Ovvio che è un Paese che vive
nell'emergenza" sottolinea Loewenthal che è stata direttrice
della Fondazione Circolo dei lettori di Torino dal 2020-2025.IL
suo ultimo libro arrivato in libreria è 'Il tempo dei chissà'
(Einaudi) in cui attinge anche alla storia della sua famiglia.
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