Al ritorno a casa di Stephan El

Shaarawy è mancata solo la vittoria ma il punto con il Frosinone

è un primo passo. Per il faraone, che nel Genoa è cresciuto e

con il Genoa ha esordito in serie A, si tratta paradossalmente

della prima volta in rossoblù al Ferraris. Nella sua prima

avventura infatti aveva sempre giocato in trasferta. "E' stata

un'emozione speciale-ha ammesso negli spogliatoi-. Dopo 16 anni

dall'ultima partita fuori casa. Qui al 'Ferraris' non avevo mai

giocato con la maglia del Genoa e con questo pubblico è stato

bello. Speravo in una vittoria, ma questo è il calcio. Abbiamo

avuto una grande reazione ma non siamo riusciti a ribaltare la

partita. C'è stato grande spirito, ci manca qualcosa negli

ultimi 20 metri ma su questo lavoreremo".

De Rossi lo ha schierato esterno di fascia nel centrocampo a

cinque. Un ruolo che El Shaarawy ben conosce. "Si mi trovo bene,

l'ho fatto tante volte. Oggi è stato il primo spezzone di

partita dopo più di tre mesi. La condizione fisica è da

migliorare ma questo accadrà proseguendo con il lavoro durante

la settimana. Sono a disposizione, voglio aiutare la squadra a

fare punti e a risalire in classifica".

Le emozioni però al momento dell'ingresso in campo hanno

lasciato spazio alla fredda realtà. "Il primo pensiero quando

sono entrato era cercare di vincere la partita perché è quello

che dovevamo fare. Poi è chiaro che un po' di pensieri ti

passano per la testa perché comunque sono passati 16 anni

dall'ultima partita. Il primo pensiero era però la partita.

Possiamo fare bene. Davanti abbiamo giocatori di qualità che ci

possono dare una mano. Dobbiamo fraseggiare un po' di più.

Abbiamo i giocatori per farlo".

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