"Una canzone non dà istruzioni per

vivere e non sostituisce la politica. Però può dare voce a un

disagio prima ancora che quel disagio trovi le parole per

diventare una richiesta collettiva". Lo scrive Vasco Rossi su

Instagram, spiegando che "la politica non è soltanto quella dei

palazzi, delle elezioni e dei programmi. È anche il modo in cui

una società decide chi ascoltare, chi proteggere e chi lasciare

ai margini. La ribellione non è soltanto dire di no. È rifiutare

le parole già confezionate, le identità imposte, le risposte

facili. È cercare un modo personale per stare nella realtà e,

quando serve, provare a cambiarla".

Questo l'inizio del post: "Una canzone non è soltanto una

canzone. È un messaggio che viaggia senza ufficio stampa. Entra

nelle case, nelle automobili, nelle cuffie, nelle piazze. Arriva

a chi magari non leggerebbe un editoriale né seguirebbe un

dibattito politico, ma riconosce una frase perché, quella frase,

parla proprio di lui. La musica fa ciò che la comunicazione

ufficiale spesso dimentica: non si limita a informare. Muove

emozioni, ricordi e domande. Questo non significa trasformare

una canzone in un comizio. Non ho mai pensato di avere la verità

in tasca, anche perché le tasche dei miei jeans sono già piene

di cose inutili".

Riproduzione riservata © Copyright ANSA