Potrà tornare al lavoro il

poliziotto indagato per lesioni aggravate in relazione al

ferimento di Marco Basoccu, ultrà della Juventus che sarebbe

stato colpito da un lacrimogeno durante gli scontri prima del

derby con il Torino del 24 maggio scorso. Lo ha deciso il

tribunale del Riesame di Torino, che ha revocato la misura

cautelare della sospensione dal servizio per un anno.

I giudici hanno accolto parzialmente la richiesta dei

difensori dell'agente, gli avvocati Paolo Chicco e Lucetta Gai,

respingendo invece quella della Procura, che aveva chiesto un

aggravamento della misura cautelare con gli arresti domiciliari.

Secondo quanto emerso, il poliziotto potrà riprendere

servizio negli uffici, con mansioni amministrative, come aveva

lui stesso richiesto.

L'inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Paolo

Scafi, intanto prosegue: nelle scorse settimane è stato disposto

un incidente probatorio per analizzare il cappello sequestrato a

Basoccu e verificare l'eventuale presenza di tracce di gas. La

difesa del poliziotto ha inoltre chiesto nuovi accertamenti

sulla ferita alla testa dell'ultrà, per stabilire se sia

compatibile con l'impatto di un lacrimogeno sparato ad altezza

d'uomo, e l'esame del proiettile recuperato vicino al tifoso.

Gli esiti sono attesi nelle prossime settimane.

Lo scorso 6 ottobre per gli scontri di maggio la Digos aveva

eseguito ventidue misure cautelari con divieto di dimora e

l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Una

quatantina invece i provvedimenti Daspo per ultras granata e

bianconeri.

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