Il Consiglio comunale di Napoli ha

detto sì a maggioranza alla stretta sui B&B nel centro storico,

stabilendo un tetto con nuove regole e limitazioni, non oltre il

30 per cento, lasciando il 70% degli immobili a uso abitativo, e

l'obbligo del cambio di destinazione d'uso.

Una scelta, secondo il centrosinistra, per impedire che i

residenti siano costretti a lasciare gli stabili del centro, un

argine dunque alla turistificazione: troppe proteste negli

ultimi tempi anche in relazione al fatto che la trasformazione

di numerose abitazioni in B&B aveva fatto schizzare i prezzi

delle case, in particolar modo in alcuni quartieri. E in tanti,

non potendo sostenere costi elevati, sono stati costretti ad

andar via.

Le norme approvate questa sera in aula, dopo un lungo

dibattito, a tratti anche teso, prevedono che in un edificio di

dieci appartamenti solo tre potranno essere destinati ad

attività ricettiva; gli altri sette dovranno essere utilizzati

come civili abitazioni e questo per scongiurare l'espulsione dei

residenti dal centro storico, ovvero da quell'area della città

dove negli ultimi tempi sono sorti numerosi B&B. Soglia del 30

per cento che in alcuni quartiere è già stata superata. Ora il

limite imposto potrebbe spingere ad investire anche in aree che

sono più periferiche.

Altro paletto è quello del cambio di destinazione d'uso. In

questo modo sarà più facile comprendere quanti saranno gli

alloggi che verranno destinati alla ricezione extra alberghiera

e per far il cambio occorreranno dei titoli autorizzativi

specifici.

Per la vicesindaca con delega all'Urbanistica, Laura Lieto,

che da oltre un anno lavorava al nuovo regolamento, si tratta di

uno strumento di governo e che tutela la residenzialità.

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