In vista della Festa di San Gennaro

del prossimo 19 settembre, Nexo Studios e Officina della

Comunicazione presentano "'O sang. Il miracolo di San Gennaro",

un racconto sul santo di Napoli, con la regia di Giovanni

Troilo, che intreccia fede, tradizione e identità popolare. Il

film, che arriverà al cinema dall'11 al 15 novembre 2026, fa

parte del ciclo "I Misteri della Fede", un progetto dedicato

all'esplorazione della spiritualità, della relazione tra l'uomo

e il divino e del senso profondo dell'esistenza. Le prevendite

apriranno dal 13 ottobre. L'elenco delle sale e i dettagli sul

film saranno disponibili su sangennarofilm.it e nexostudios.it.

Ma chi è davvero San Gennaro? E quale forza permette, da secoli,

a questa figura di riunire credenti e non credenti in una

devozione che supera i confini della religione per diventare

patrimonio culturale e identitario di un'intera città? Da questi

interrogativi prende forma "'O sang. Il miracolo di San

Gennaro", un viaggio nel cuore di Napoli che esplora il legame

profondo tra il santo e una comunità che continua a riconoscersi

nel mistero dell'ampolla. Tra sacro e profano, realtà e

immaginazione, il film restituisce il ritratto di una Napoli

viva, stratificata e in continua trasformazione. È un racconto

corale in cui storie e personaggi diversi si intrecciano come

fili sotterranei che attraversano la città; un fiorista di notte

si reca in una città di fiori nascosta ai piedi del Vesuvio e

realizza piccoli amuleti d'argento a forma d'ampolla; un

tassista accompagna i turisti nei luoghi del culto traducendo il

miracolo con lo smartphone; la quotidianità di un centro

donatori di sangue, dove la vita sembra scorrere letteralmente

da un corpo all'altro. Accanto a tutte queste storie, gli

spettatori incontreranno figure istituzionali e popolari, come

Monsignor Vincenzo De Gregorio, abate della Real Cappella di San

Gennaro e il duca Riccardo Carafa d'Andria, che per la prima

volta offrono al pubblico un accesso inedito nel "backstage" di

un miracolo che anno dopo anno si fa attesa e spettacolo, tra

ironia, saggezza e memorie di una Napoli antica che continua a

sopravvivere nel presente. Sul filo del racconto si inserisce

anche la quotidianità degli abitanti dell'area della Solfatara,

che convivono con il bradisismo, le scosse sismiche e

l'incertezza. Il filo invisibile che unisce tutte le storie è

l'ampolla di San Gennaro e il prodigio che potrebbe non

realizzarsi: per questo tutto cambia, pulsa e si rinnova senza

sosta, anno dopo anno. Ed è proprio nell'incertezza e

nell'instabilità che il film trova la sua forza narrativa,

alternando osservazione, intimità e immersione. Ne nasce un

racconto che supera di gran lunga i confini del documentario

tradizionale, mescolando registri e linguaggi diversi in una

forma aperta e sensoriale.

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