Eseguito dai carabinieri
un fermo per indiziato di delitto per il reato di omicidio
stradale e fuga a carico di un moldavo di 37 anni ritenuto
responsabile della morte di Linda Martinucci, 46 anni, la donna
travolta in bici e uccisa a Viareggio due notti fa da un
furgone-pirata. Ora il fermato è agli arresti nel carcere di
Pistoia. Il 37enne, domiciliato a Viareggio, è risultato alla
guida del furgone dopo ore di interrogatorio. Invece un
connazionale di 33 anni che era con lui sul furgone è stato
denunciato per omissione di soccorso. Linda Martinucci,
residente a Viareggio, è stata uccisa nel compleanno della
figlia.
L'incidente c'è stato alle 3 di notte dell'11 settembre.
Nella giornata precedente Linda Maertinucci su Fb aveva postati
l'immagine di una grande torta di compleanno e la scritta di
auguri per la figlia: "Amore della mamma tantissimi....auguri
... sei la mia vita️... tanti auguri vita mia ️...ti amoooooo".
Dopo l'incidente è comparso un post della figlia: "Ciao
mammina mia ti amo damorire mi mancherai tantissimo".
Linda Martinucci è stata investiva mentre era in bicicletta
col fidanzato, anche lui in bici ma rimasto illeso nell'impatto.
I veicoli - compresa l'auto che il furgone aveva superato nella
manovra culminata nell'incidente mortale - procedevano nella
stessa direzione di marcia vicino al cavalcavia della Torre
Matilde.
Il fidanzato e i passanti sono riusciti a prendere il
numero di targa del mezzo-pirata. I carabinieri sono risaliti al
proprietario, che risulta estraneo ai fatti. Egli avrebbe
spiegato di aver dato in uso il furgone a dei moldavi che
gravitano su Viareggio. In caserma i moldavi non hanno rivelato
chi di loro guidava il mezzo, poi i carabinieri dopo un lungo
interrogatorio sono riusciti a stabilire che il 37enne è il
moldavo che si trovava al volante e che anzichè fermarsi a dare
soccorso ha accelerato scappando.
A bordo del veicolo-killer c'erano due moldavi, e no tre
come sembrava dai primi accertamenti. Dimorano a Viareggio, non
sono residenti. Il fermo in carcere è scattato anche per il
pericolo di fuga.
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