La procura della repubblica di
Padova ha chiesto il rinvio a giudizio del sindaco di Tribano,
Massimo Cavazzana, per un presunto falso relativo
all'installazione di un autovelox nel territorio comunale,
secondo l'accusa motivata da dati "gonfiati" sugli incidenti
stradali. Lo riferiscono oggi Il Gazzettino, Il Mattino di
Padova e il Corriere del Veneto.
L'udienza preliminare è fissata a gennaio. Installato sulla
strada regionale 104 Monselice-Mare, l'apparecchio entrò in
funzione nell'agosto 2023, e nella notte tra il 2 e il 3 ottobre
venne sradicato dal famigerato «Fleximan» e mai più riattivato.
Nell'iter avviato nel 2021 per ottenere l'autorizzazione
prefettizia il Comune trasmise un'integrazione
sull'incidentalità della strada, indicando 22 incidenti e 35
feriti nel quinquennio 2016-2020. Secondo i consiglieri di
opposizione l'ufficio statistico della Regione Veneto avrebbe
invece segnalato nello stesso periodo 10 incidenti e 19 feriti,
presentando così esposto alla magistratura.
Cavazzana ha riferito di non aver personalmente raccolto ed
elaborato le statistiche, affidando il compito agli uffici
comunali, e respinge l'idea che dietro l'installazione
dell'apparecchio vi fossero ragioni diverse dalla sicurezza.
"Quella è una strada pericolosa - ha dichiarato - è percorsa
dalle automobili ma anche da pedoni e da moltissimi ciclisti. Il
problema non ce lo siamo di certo inventati per installare in
quel tratto un autovelox. Lì è morto il mio vicino di casa, e
prima che diventassi sindaco ho visto morire davanti ai miei
occhi un ragazzo di appena 14 anni. Queste sono cose che non si
dimenticano".
Nei due mesi di attività l'apparecchio ha riscontrato una
media di circa 80 infrazioni al giorno per un totale di circa
9mila sanzioni.
La richiesta di processo rappresenta un unicum rispetto a
centinaia di esposti, presentati soprattutto da un'associazione
contro sindaci e prefetti per presunte installazioni irregolari
di autovelox. La Procura di Venezia ha archiviato 39 esposti
contro l'ex sindaco Luigi Brugnaro, il prefetto Darco Pellos e
il comandante della polizia locale Marco Agostini. Simili
decisioni per i sindaci di Chioggia, Jesolo, Meolo, Mogliano
Veneto e San Donà di Piave. Nel Padovano archiviate le denunce
per i comuni di Camposampiero, Carmignano di Brenta, Cittadella,
Fontaniva, Galliera Veneta, Padova, Piove di Sacco, San Giorgio
in Bosco e Villa del Conte, così come le sette ricevute da Mario
Conte, sindaco di Treviso.
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