“Ti tatui il logo di Kfc? Il pollo fritto è gratis a vita”. E’ bastato l’annuncio a scatenare una bufera sul Modena Nerd, l’annuale fiera del fumetto, della cultura pop e dei videogiochi. A sollevare il caso è Federconsumatori, che ha chiesto al Comune di Modena e all'Ausl di "non consentire lo scambio tra pollo fritto e un tatuaggio pubblicitario” e agli organizzatori di Modena Nerd di cancellare la presenza di Kfc, colosso Usa del pollo fritto, dai propri stand – i tatuatori sono annunciati il 5 e 6 settembre - “difendendo il buon nome di una fiera così apprezzata".

Il Comune frena indicando che tutto è in regola. "I due tatuatori incaricati da Kfc di realizzare, presso lo stand della catena a Modena Nerd, i tatuaggi oggetto della campagna di marketing Tattoo Experience al centro delle polemiche, hanno presentato la segnalazione certificata di inizio attività (Scia) e tutta la documentazione necessaria a svolgere la propria attività in occasione della manifestazione".

Ma Federconsumatori va oltre: “Nella scorsa edizione lo stand avrebbe marchiato una cinquantina di persone, a quanto risulterebbe, fatto gravissimo, anche in assenza di autorizzazione e dei necessari protocolli igienico-sanitari definiti da una rigida normativa. Protocolli che, sospettiamo, non siano stati rispettati nemmeno in occasione della edizione 2026”.

E il Comune replica che, arrivata nella giornata di venerdì 4 settembre, la certificazione Scia viene adesso "trasmessa al servizio igiene pubblica per le eventuali prescrizioni o per la vigilanza di competenza", come previsto dal regolamento comunale. Per quanto riguarda l'edizione 2025 della fiera, invece, gli uffici comunali "non sono mai stati informati dell'iniziativa promozionale di Kfc. Dai controlli fatti, però, non risulta che sia stata presentata alcuna documentazione".

La polemica non si placa. “Ma, al di là del rilevantissimo aspetto di ordine igienico-sanitario – continua Federconsumatori - a sollevare più di una perplessità è l’iniziativa in sé. Tra l’altro non l’unica a quanto ci risulta, dal momento che pratiche simili vengono adottate anche da noti locali che promettono consumazioni gratis ai clienti che si tatuano il logo”. Marketing spinto, dunque. Il tema è: sino a che punto?