"Ricorrono 40 anni dall'Incontro di

amicizia e di preghiera che Giovanni Paolo II promosse ad

Assisi, la città di San Francesco. Leader religiosi provenienti

da tutto il mondo si trovarono insieme per dare testimonianza

alla pace e alla fraternità, per ribadire che non si può

uccidere, non si può sfruttare, non si può sottomettere il nome

di Dio. Quello di Assisi fu un evento profetico". Lo scrive il

presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio

alla Comunità di Sant'Egidio in occasione dell'incontro

internazionale per la pace ad Assisi.

"La Comunità di Sant'Egidio - scrive il Capo dello Stato - si

è fatta animatrice di incontri internazionali che, anno dopo

anno, hanno inteso ravvivare lo 'spirito di Assisi' mentre le

guerre, le diseguaglianze, la volontà di potenza e dominio

facevano sentire sempre più il loro peso oppressivo sul corso

della storia. Siamo riconoscenti per questo prezioso impegno".

E Mattarella prosegue nel suo messaggio a Sant'Egidio: "La

forza delle religioni è importante. Possono usare, con il

coraggio che viene dalle Fedi, dalla dimensione spirituale che

alimenta la cultura, il pensiero, il cammino, l'azione. Sono

l'esempio di come il dialogo, il rispetto della diversità, la

solidarietà fanno crescere fiducia e alimentano coesione e

sicurezza". "L'inerzia - sottolinea il Capo dello Stato - è

ingiustificabile. Conflitti, ingiustizie, povertà, sopraffazioni

sono prodotti umani. Gettare i semi della pace, sconfiggere i

pregiudizi, ricostruire il diritto, equità, libertà dove sono

stati calpestati è opera che, certamente, riguarda i governi e

le istituzioni, ma nessuno è dispensato dal compiere la propria

parte. Ciascuna donna, ciascun uomo può mettere in campo la

propria passione, esercitare la propria responsabilità, per

rendere possibili tratti di un mondo in pace".

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