"Vivo la realizzazione di un

palinsesto ogni volta come un esperimento, un'avventura e un

tentativo. Ci sono delle cose che mi convincono e le ripropongo,

ci sono altre cose che non mi convincono e quindi ritengo giusto

non riproporlo. Nel caso del programma di Pietrangelo

Buttafuoco, 'Lupus in Fabula', parlare di autori della

letteratura mondiale al mattino era una scelta troppo di nicchia

per il pubblico di Radio1, che è più nazionale e popolare. Non

ci sono altre motivazioni, non ci sono misteri né doppi fini".

Lo ha chiarito il direttore del Giornale Radio e di Rai Radio1,

Nicola Rao, intervenendo durante la presentazione dell'offerta

radiofonica Rai a Viale Asiago in merito alla mancata riconferma

della trasmissione 'Lupus in Fabula' di Buttafuoco.

Rao ha raccontato com'era nata questa proposta radiofonica:

"L'anno scorso, subito dopo la mia nomina, ci siamo sentiti con

Pietrangelo per le congratulazioni e gli ho proposto di dare un

contributo come giornalista e intellettuale alla nuova

programmazione di Radio1. Lui mi ha proposto questa pillola

quotidiana di racconti su autori della letteratura mondiale di

tutti i tempi, trovando anche il titolo 'Lupus in Fabula'. Non è

una trasmissione che ho 'trovato' in palinsesto, l'ho voluta e

scelta io". Il direttore di Radio1 ha infine espresso una

considerazione polemica nei confronti delle critiche emerse solo

dopo la decisione di non rinnovare la rubrica: "Come ho già

fatto notare in Cda, tutto questo interesse per 'Lupus in

Fabula' e per gli autori citati da Pietrangelo durante l'anno in

cui è andata in onda non l'ho notato da parte di nessun collega

o osservatore. Nessuno ha speso una parola per lodare

l'iniziativa; si sono scoperti tutti fan del programma soltanto

quando poi non è stato più realizzato".

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