La Festa dei Nonni si celebra oggi, 2 ottobre: una giornata – istituita nel 2005 – che nasce con l'obiettivo di riconoscere il valore di figure fondamentali per le famiglie, che rappresentano da sempre un pilastro economico e sociale insostituibile, un "welfare invisibile".

Perché il 2 ottobre

La data del 2 ottobre ha un profondo valore simbolico. Nel calendario della Chiesa Cattolica questo giorno è infatti dedicato agli Angeli Custodi, che un po’ come i nonni vegliano sui più piccoli.

In Italia si contano circa 12 milioni di nonni. Tra questi, 4 milioni – sostiene l’Istat – si occupano dei nipoti ogni settimana, e uno su tre lo fa quotidianamente. Un nonno "attivo" dedica alla cura dei nipoti mediamente tra le 15 e le 20 ore alla settimana, colmando i vuoti di un welfare che spesso non riesce a sostenere le famiglie.

Il contributo economico

Non c’è solo l’incalcolabile sostegno affettivo. Oltre ad accudire i nipoti, infatti, molti nonni offrono anche un supporto economico diretto. Secondo le stime – calcola la Uil – il contributo annuo medio varia tra 1.800 e 2.500 euro a famiglia.

Se le ore di assistenza donate dai nonni dovessero essere retribuite a tariffe di mercato, il costo per le famiglie oscillerebbe tra i 31 e i 42 miliardi di euro all'anno. Questa straordinaria rete di protezione sociale fa risparmiare allo Stato circa 45 miliardi di euro ogni anno, mentre permette a ogni singola famiglia un risparmio che può arrivare fino a 20mila euro all'anno.

Sommano gli aiuti economici diretti a quelli indiretti, si arriva a un risparmio annuale complessivo per l’Italia superiore ai 45 miliardi di euro, una cifra impressionante che sottolinea il valore economico del contributo dei nonni.