Si continua a morire nel Mediterraneo. Un barcone con almeno 77 persone a bordo è naufragato non lontano da Creta, ma solo 51 sono state recuperate fra le onde. Di uno dei naufraghi è stato invece recuperato solo il corpo, ma 25 o più persone mancano all’appello.
Secondo le prime ricostruzioni, a intervenire sono state due barche che navigavano in area, nei pressi dell’isola di Gavdos, solo dopo sarebbero arrivate le motovedette Frontex e della Guardia Costiera greca. Le ricerche nell’area marittima a 38 miglia nautiche a sud di Gavdos sono proseguite per tutta la notte senza esito.
La rete di attivisti
Per quella carretta del mare, Alarm phone – la rete di attivisti che raccoglie segnalazioni su chi attraversa il mare - aveva lanciato un mayday ore prima del naufragio. Contattati da alcuni parenti di chi era a bordo, avevano segnalato a tutte le autorità costiere competenti che il gruppo era in difficoltà. “Stanno imbarcando acqua, sono spaventati, devono essere soccorsi ora”.
E adesso è polemica. “Chiediamo risposte alla Guardia costiera greca”, tuonano sui loro social. Inizialmente, spiegano, dal centro di coordinamento e soccorso avevano sostenuto che fosse competenza delle autorità libiche procedere con i soccorsi, poi che avrebbero approfondito. “Ma con così tante risorse nelle vicinanze, inclusa un'imbarcazione di Frontex perché non hanno agito in tempo per salvare le persone?”. Una domanda a cui nessuno risponde, mentre continuano le ricerche dei dispersi. Ma dopo più di dodici ore, le speranze di trovare qualcuno ancora in vita, salvo miracoli, sono ridotte a zero.
La mortalità in aumento
Nonostante il netto calo degli arrivi in tutta Europa, la mortalità è aumentata in maniera vertiginosa rispetto al 2025. Da gennaio in tutto il Mediterraneo si contano 1.823 morti, contro 1.265 registrati l’anno scorso nel medesimo periodo. Sulla rotta centrale, che dalla Libia punta verso l’Italia o Creta, sono 996, contro gli 835 del 2025. Cifre, ha ammesso anche l’agenzia Onu Oim, Organizzazione internazionale per le migrazioni, approssimate per difetto: non di tutti i naufragi si ha notizia.
A volte il mare restituisce corpi senza nome, come quelli più volte recuperati o avvistati dalle ong, altre volte ci sono solo barchini vuoti a raccontare quella che potrebbe essere stata una cattura della Guardia costiera libica o un naufragio. Sulla sponda sud del Mediterraneo, rimangono dubbi e domande di chi aspetta una telefonata che non arriva più.



