"Il Governo si sta battendo e continuerà a battersi per una revisione delle politiche climatiche europee, a partire dall'Ets, che tenga insieme decarbonizzazione e competitività. Servono tempi realistici, neutralità tecnologica, energia a costi sostenibili e una protezione efficace contro la concorrenza di chi non sostiene i nostri stessi costi, in particolare quelli ambientali". Giorgia Meloni è chiara all'assemblea di Federchimica e rafforza le richieste di Confindustria.
"Sappiamo che la chimica europea sta attraversando una crisi profonda. Pesano il costo dell'energia, la debolezza della domanda e una concorrenza internazionale con la quale non si combatte ad armi pari. L'Europa non può rispondere a queste sfide, aggiungendo costi e vincoli a chi continua a investire e produrre qui", aggiunge la presidente del Consiglio, ribadendo che "il sistema Ets è uno dei nodi sui quali occorre intervenire".
Il presidente degli industriali italiani Emanuele Orsini ovviamente è d'accordo. Ed espone le sue idee sulla prossima manovra. "Non ci sono tanti soldi, ma abbiamo messo i conti in ordine e quindi puntiamo a una politica industriale per il Paese, per evitare di frammentare le poche possibilità finanziarie che abbiamo. Il metodo del Pnrr ci ha dato l'idea che comunque c'è un metodo di rendicontazione, di come si fanno le cose. E per me funziona perché è un metodo industriale", conclude Orsini.
Anche il numero uno di Federchimica, Francesco Buzzella, pensa alla manovra e chiede "incentivi alla ricerca attraverso strumenti accessibili anche per le Pmi e dedicati non solo all'innovazione radicale, ma anche a quella incrementale".
Inoltre "il credito d'imposta va rafforzato e reso strutturale allineandolo a standard europei, semplificando le procedure e gli oneri di rendicontazione, anche al fine di dare certezza alle imprese", spiega Buzzella. Anche perché i numeri sono espliciti. E preoccupanti. Dal 2021 la produzione chimica in Italia è scesa di oltre il 13% e per quest'anno si attende un ulteriore calo del 3%, con una netta flessione della domanda in questi ultimi mesi. Pesa il conflitto in Medio Oriente, anche se qualcosa può venire dalla promessa del governo riportata all'assemblea di Federchimica dal vicepremier Tajani: "Rinvieremo per altri sei mesi la Plastic Tax e la Sugar Tax. E io sarei per un rinvio di un anno".
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