"Dobbiamo considerare

l'intelligenza artificiale un'ancella dell'uomo: conosce ed

elabora i dati con grande rapidità, ma ha bisogno, come tutte le

cose, di essere umanizzata". Lo ha detto Brunello Cucinelli,

intervenendo sul progetto per la realizzazione in Umbria,

nell'ex centrale elettrica di Pietrafitta, di un nuovo data

center.

"Questo progetto ci piace molto perché potrebbe nascere

proprio qui un data center umanistico, capace di rappresentare

la nostra cultura, la nostra estetica e il nostro modo di

vivere" ha spiegato l'imprenditore. "Anche la costruzione dovrà

essere, come ci ha insegnato Vitruvio, solida, utile e bella:

un'opera pensata per poter vivere cento o duecento anni".

Secondo Cucinelli, lo sviluppo dell'intelligenza artificiale

rappresenta ormai una responsabilità per tutte le imprese.

"Oggi, in qualsiasi azienda, abbiamo il dovere di costruire e

progettare la nostra parte di intelligenza artificiale. Da una

parte abbiamo gli artigiani, dall'altra l'intelligenza

artificiale. L'obiettivo è quello di provare a realizzare

un'intelligenza artificiale dedicata a questo luogo, che è un

luogo umbro. Noi umbri siamo un popolo di persone fiere, un po'

testarde, ma piene di spiritualità, di silenzio e di quel

misticismo che deriva da ciò che siamo".

Cucinelli ha quindi invitato a non guardare con timore alle

nuove tecnologie. "Io penso che l'intelligenza artificiale sia

un dono del Creato. Sarà ed è una nostra ancella. Se la

guardiamo con paura, rischiamo di trasmettere quella stessa

paura ai nostri figli".

"La mia generazione - ha concluso - ha trasmesso ai giovani

l'obbligo di avere paura e loro sono cresciuti perdendo l'amore

per la speranza e per il sogno. Noi dobbiamo fare l'inverso.

Altrimenti, per i ragazzi di diciotto, venti o ventidue anni,

sentire i propri genitori così preoccupati potrebbe diventare

rischioso per la loro gioia e per la loro capacità di sognare".

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