"Creare una collezione è come

andare in terapia. Smonti le cose per capire cosa vuoi

conservare. Poi le rimetti insieme". Così il direttore creativo

Simone Bellotti spiega il lavoro che c'è dietro la proposta per

la prossima estate da lui firmata per Jil Sander, in passerella

oggi alla Milano Fashion Week. Tra gli ospiti dello show, il

collega Alessandro Michele.

Il punto di partenza della collezione è l'idea dell'uniforme,

capo assertivo che parla il linguaggio del brand, ma che viene

completamente rivista, smontata e rimontata, appunto, fino a

perdere la sua autorevolezza, diventando 'vulnerabile' così come

il tailoring è progressivamente distorto, la maglieria si

accartoccia, gli abiti aerei e voluminosi si increspano e si

arricciano, gonfiandosi lontano dal corpo. "Di fronte a ciò che

appare incoerente - chiosa il designer - si capisce più

chiaramente ciò che si vuole". Seguono lo stesso principio gli

accessori: le scarpe appuntite e allungate e le borse

geometriche con lampi di colore inatteso.

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