"L'Italia è ancora una tra le dieci nazionali più forti al mondo e quindi credo che si possa anche risalire nel ranking e fare qualcosa di molto positivo. Abbiamo davanti partite difficili e dovremo essere molto veloci nel prendere delle decisioni, capire più in fretta possibile come possiamo mettere insieme i giocatori che giocano in azzurro da anni con qualche giovane". Il ct dell'Italia, Roberto Mancini, tra ottimismo e prudenza parla del suo prossimi impegno alla guida della nazionale, parlando a Sky Sport a margine del Gala del calcio dell'Aic, svoltosi alla Scala di Milano.
Il calendario, che prevede ben quattro partita di Nation League con Belgio, Francia e Turchia, non piace molto al tecnico jesino, secondo il quale solo in apparenza ci sarà tempo a disposizione per lavorare a fondo in allenamento. "Non mi aspetto niente, vedremo quello che succederà, ma noi dobbiamo anche fare dei risultati. Tutte le partite saranno difficili, ma anche per i nostri avversari non saranno semplici - ha sottolineato -. Quanto alle convocazioni, faremo una pre-lista di 50-60 giocatori, ma la squadra è quella lì e lo sappiamo. I giovani ci sono, ma non possiamo pensare di metterne dentro diversi subito, vanno aiutati. Hanno qualità ma ci vuole qualcuno in campo che li guidi. Il modulo - ha risposta ad una domanda - sarà il 4-3-3, di base, ma poi dipenderà anche da quello che avremo a disposizione".
"In porta e per la difesa siamo abbastanza tranquilli, a centrocampo e in attacco dobbiamo lavorare. Ma davanti abbiamo uno come Pio Esposito e speriamo che ne giochino di più di attaccanti italiani, ma abbiamo anche Kean - ha proseguito Mancini -. Giocatori ce ne sono, bisogna dargli fiducia, permettergli anche di sbagliare all'inizio, poi però apprendono in fretta". Il ct ha anche detto di non aver parlato ancora con i giocatori, "solo con Donnarumma ma ero al suo matrimonio e non si è discusso di calcio...", e che invece in questo periodo ha visto "tanti giocatori interessanti, che magari non si conoscono tanto ancora, perché giocano all'estero e sono andati lì giovani. Potrebbe capitare come con Retegui, che nessuno conosceva. All'estero abbiamo poi tanti italiani in Premier League, almeno quattro - ha aggiunto, citando Calafiori, Kayode, Tonali e Palestra - "Ma c'è tanta qualità anche in Serie A, abbiamo coperto tutti i campi, siamo informati", ha concluso. Ora non resta che cominciare ad assemblare la nazionale del nuovo corso.
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