Vi ricordate quando eravate bambini
e sfilavate con la sottoveste della nonna, la cravatta dello
zio, le scarpe della mamma, e vi sentivate elegantissimi? Per
Simone Botte - e il suo marchio Simon Cracker - quei ricordi
hanno un nome, anzi, un indirizzo: un posto disperso in
un'estate da bambino in Romagna, nei campi della Romagna, in
'Via Francia', titolo della collezione-inno al do it yourself
portata in passerella oggi alla Milano Fashion Week grazie al
sostegno di Lineapelle.
Quarantenne, Botte è uno dei designer abituati a sentirsi
chiamati emergenti perché non mainstream. Posizione scomoda, ma
che permette uno sguardo diverso sul mondo rispetto ai grandi
brand: "La nuova generazione non rinuncia alla moda, eppure -
dice Simone - è sempre più lontana dalle possibilità economiche
attuali. C'è una distanza assurda tra le passerelle e la gente
comune. Nelle mie sfilate ho sempre inserito capi upcycling
traducibili. La risposta della community nel replicarli è il mio
vero successo fin dal 2010: salvare qualcosa di vecchio,
investire tempo e studiare, anziché spendere una cifra
d'impulso. Questa è la cosa più "Cracker" che ci possa essere".
Per questo, per la prossima estate, Botte ha pensato a una
sorta di armadio-ludoteca, fatto di capi che invitano a giocare
e a creare forme sempre diverse grazie a ganci che permettono di
spostare i moduli. Abiti e top, ispirati al sipario d'infanzia,
sono realizzati con patchwork di scampoli di tessuti differenti
cuciti tra loro, così come i giiubbini di pelle spalmata di
colori plastici, in pendant con gli orecchini fatti con tappi di
plastica recuperati dalle spiagge. Un'idea all'insegna del
recupero, come quella - facilmente replicabile - dei portapranzo
usati come borse.
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