A due anni dall'esumazione del

corpo di Nadia Chiarello, 17enne morta in circostanze misteriose

nel 1979, i suoi resti sono ancora bloccati all'istituto di

medicina legale di Padova. Come riporta il Giornale di Vicenza

tramite le parole della legale Chiara Parolin, "la famiglia

vorrebbe poter riavere il corpo di Nadia per poter tornare sulla

sua tomba".

La giovane, originaria di Nogarole, nel Vicentino, fu trovata

senza vita lungo una strada provinciale 42 anni fa, davanti alla

conceria dove lavorava come impiegata. Il corpo fu rinvenuto in

un fossato dieci giorni dopo la sua scomparsa da casa. Il caso

allora era stato archiviato come incidente stradale, ma la

famiglia non ha mai smesso di chiedere la verità, sostenendo che

ci fosse sotto dell'altro.

Nel 2021 la procura di Vicenza ha riaperto il fascicolo e due

anni fa è stata disposta ed eseguita la riesumazione del corpo.

Da allora i suoi resti si trovano ancora all'istituto di

medicina legale. "Da due anni la salma si trova all'obitorio,

nonostante gli esami dei periti si siano conclusi", sottolinea

la legale dei familiari. "Se le indagini sui resti sono

terminate, e su questo ci aspettiamo una risposta da parte della

procura, è doveroso dare loro degna sepoltura. La mamma,

anziana, ha espresso la volontà di vedere sua figlia sepolta,

prima di morire". La famiglia ha sempre sostenuto che Chiara sia

stata uccisa.

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