"Voglio scusarmi con la famiglia

di Abderrahim Fakir e con il mio corpo di appartenenza per le

frasi inaccettabili che ho pronunciato". Lo dice all'ANSA, in

raccordo con il suo difensore, avvocato Gabriele Bordoni, uno

dei due poliziotti intervenuto la mattina del 19 luglio in via

Svevo a Pilastro. Il riferimento è alle frasi registrate dalla

bodycam e trascritte agli atti, dove l'agente dice, tra,

l'altro, "Se schiatta ci divertiamo", parlando del 42enne

marocchino che di lì a poco sarebbe morto e per cui ora è in

corso un'indagine.

"Quelle scuse il poliziotto le fece già due mesi addietro,

parlandone con me come difensore, quando emersero quelle frasi

dall'ascolto della body-cam; erano espressioni frutto della

concitazione, della stanchezza e della grande emozione per

quello che aveva vissuto, trattandosi di un ragazzo molto

giovane. Ma ciò non toglie che non si addicano ad un servitore

dello Stato e che impongano quelle scuse che ora vengono

doverosamente ribadite pubblicamente", aggiunge l'avvocato

Bordoni.

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