“Frastornata, ma felice”. La nuova conduttrice di Report Claudia Di Pasquale – investita giovedì al timone del programma e festeggiata dalla redazione con un’ovazione – consegna le sue prime reazioni all’ANSA.
“Non ho mai avuto l'ambizione di condurre un programma come Report – racconta la giornalista. Palermitana, classe '77, Di Pasquale si è formata sulla carta stampata, per poi dedicarsi alle inchieste televisive, prima su La7 e dal 2011 a Report, vincendo anche alcuni premi. “Ho sempre fatto il mio lavoro e realizzato le mie inchieste con passione. Si è creata negli ultimi giorni una situazione particolare. La Rai – continua – ha fatto il mio nome e tutta la squadra ha subito dimostrato di volermi sostenere nel caso in cui avessi accettato e questo mi ha dato la forza di dire sì. Quello che posso garantire è che sono fuori da ogni gioco di potere”.
Dall’8 novembre Di Pasquale condurrà Report al fianco di Daniele Piervincenzi. L’ha incontrato? “Ieri ci siamo confrontati e sicuramente ci vedremo nei prossimi giorni per capire come organizzare la doppia conduzione. Io non ho mai condotto e anche per me è una novità. È tutto da costruire”.
Anche Sigfrido Ranucci, che aveva accolto con parole poche lusinghiere l’annuncio del ticket Piervincenzi-Presutti, ha plaudito alla promozione di Di Pasquale (“sarebbe stata la mia scelta”. La giornalista dice di aver “apprezzato le parole” che l’ex conduttore ha detto sul suo conto.
Il passo indietro di Giulia Presutti, indicata la settimana scorsa dall’azienda? “Mi dispiace da un punto di vista umano per quello che ha vissuto”. Cosa risponde a chi parla in modo dispregiativo del 'metodo Report'? “Io so come si lavora qui. Conosco soltanto il rigore e la passione con cui facciamo le nostre inchieste e pochi programmi hanno l'occasione preziosa di avere mesi a disposizione per realizzarle”.
Ora, lo sguardo è rivolto al futuro: “Mi rendo conto che è un impegno gravoso, un'enorme responsabilità e spero di poterne essere all'altezza - afferma la conduttrice -. Ora bisogna mettersi subito al lavoro e prepararsi per andare in onda l'8 novembre, perché era quello a cui noi tenevamo. È stato importante riuscire a tenere compatta la squadra, dove ci sono tante persone che lavorano da anni con dedizione. Sono contenta di avere rivisto il sorriso in tutti loro”. La nuova organizzazione, con la doppia conduzione, è tutta da costruire. “Ci metteremo a un tavolo per capire come portare avanti il lavoro e sicuramente nei prossimi giorni definiremo l'organizzazione della redazione e del lavoro degli inviati - prosegue -. La cosa centrale per me è l'autonomia e l'indipendenza del programma perché per noi Report è una missione: può sembrare una frase fatta ma è così. Io ho dedicato gli ultimi 15 anni a Report con inchieste che richiedono mesi per verifiche, raccolta di documenti, ricerca delle fonti, trasferte, interviste. È un lavoro in cui si mette anima e corpo”.



