"C'è un legame, nel dolore, il conflitto non può cancellare il volto dell'altro. Per questo possiamo condannare il 7 ottobre e anche la violenza che tanta morte e distruzione ingiustificata ha provocato a Gaza". Sono le parole del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, a segnare una via di mezzo dal solo ricordo di quella che ha definito "una follia omicida". Oggi, 7 ottobre, la politica tutta condanna il massacro compiuto dagli uomini di Hamas in territorio israeliano: circa 1200 morti, molti trucidati barbaramente. Ma si nota nelle dichiarazioni anche la ricerca di un equilibrio dal solo ricordo del massacro del 7 ottobre e le ripercussioni che portarono Israele ad una reazione durissima contro la popolazione di Gaza.
Per una volta non entrano nel dibattito pubblico le lacerazioni profonde tra i sostenitori in purezza di Israele e quelli pro-pal. Ci si è chiesto, in sostanza, se in questa giornata così importante per Israele si debba solo ricordare le violenze di quelle ore o anche quelle, numericamente più corpose, che seguirono con la distruzione di Gaza.
Di buon ora è la premier Giorgia Meloni ad intervenire con una netta presa di posizione contro l'antisemitismo ma senza dimenticare gli orrori di Gaza: "il tempo trascorso non attenua la gravità di quei crimini. Nessuna causa può giustificare il massacro deliberato di innocenti. Ricordarlo significa anche rinnovare l'impegno contro ogni forma di antisemitismo", ha scritto in una nota. Nella quale si legge ancora: "proprio in nome della tutela di tutta la popolazione civile coinvolta, non possiamo restare indifferenti davanti alle drammatiche e inaccettabili sofferenze degli abitanti di Gaza o alla violenza crescente di cui sono vittime i civili palestinesi in Cisgiordania".
Poco dopo interviene il Quirinale con un ragionamento molto politico che guarda al futuro: "gli atti di terrorismo non potranno mai essere giustificati né archiviati. Resteranno, per tutti i popoli, un doloroso monito affinché siano per sempre condannate e respinte con fermezza, in Medio Oriente e nel mondo intero, le piaghe barbare e incivili del terrorismo, dell'antisemitismo e di ogni forma di odio su base etnica e religiosa. Gli atti ripugnanti che, con estrema e disumana crudeltà, furono commessi il 7 ottobre 2023 hanno riaperto nella regione una drammatica fase di instabilità e violenze", ha premesso il presidente Sergio Mattarella, sempre in una nota. Che così prosegue: "alle atroci sofferenze causate si aggiungono quelle che, ancor più da allora, gravano su moltitudini di palestinesi. Le operazioni militari condotte dalle forze israeliane a Gaza hanno provocato una devastazione umana e materiale di intollerabile gravità. Allo stesso tempo è inaccettabile il processo di erosione di territori attribuiti all'Autorità Nazionale Palestinese.
La spirale di inaudita violenza - ha proseguito Mattarella - va fermata ricreando invece i presupposti, oggi profondamente compromessi, della convivenza tra israeliani e palestinesi nella prospettiva "Due Popoli, Due Stati", per poter vivere pacificamente, fianco a fianco. L'Italia continuerà a sostenere ogni sforzo volto a questo obiettivo". Sulla stessa lunghezza d'onda si pone il ministro della Difesa, Guido Crosetto, sottolineando che "la sofferenza di un popolo non può renderci indifferenti a quella di un altro. Le vittime non possono mai diventare semplici effetti collaterali della guerra". Naturalmente, per Crosetto, "la condanna di Hamas deve rimanere ferma e senza ambiguità. Il terrorismo non può trovare spazio né essere oggetto di relativismi. E non può esserci spazio per l'antisemitismo che va respinto senza esitazioni e senza ambiguità".
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