Quando ci sono studenti stranieri in classe è l'insegnante di italiano che individua se c'è qualcuno che non riesce a capire, scrivere o parlare la nostra lingua e quindi segnala il caso per ottenere del supporto per l'insegnamento della lingua italiana. A quel punto il caso viene portato all'attenzione del collegio docenti e del consiglio di classe e poi del dirigente scolastico. Il preside, a quel punto, aiutato dalla segreteria amministrativa, chiede al ministero dell'Istruzione di poter avere un potenziamento della pianta organica con un docente di 'italiano seconda lingua' (L2).
E' questo l'iter più comune grazie al quale si individuano gli studenti che hanno difficoltà linguistiche e si aiutano con insegnanti che facciano loro lezione di italiano. Se, come avviene in qualche caso, non fosse disponibile un insegnante dedicato, le scuole si rivolgono al volontariato che fornisce supporto con insegnanti multilingue. A spiegarlo all'ANSA è Paola Toniolo presidente di Scuolemigranti, una rete che opera proprio per insegnare l'italiano agli stranieri nella capitale. "Le nostre associazioni impegnate nelle scuole di Roma sono pressate dalle richieste degli insegnanti di lingua italiana per gli stranieri, anche dove è stato attivato il potenziamento dell'organico nelle scuole. Alcune ore settimanali di 'italiano seconda lingua' sono utilissime per far ambientare gli studenti neo arrivati, ma non bastano certo a colmare il divario linguistico. Gli insegnati dicono che ci vogliono cinque anni per acquisire la lingua per lo studio, comprendere bene i testi scolastici e riuscire nei compiti scritti", aggiunge Toniolo.
"Le scuole ci chiedono due cose: aiuto allo studio in orario extra scuola e corsi di italiano per le mamme. Il Comune di Roma ha incentivato le scuole che aprono le porte al Terzo settore. Non è facile rispondere a esigenze tanto estese, solo con insegnanti volontari e finanziamenti occasionali". Per Scuolemigranti il potenziamento delle piante organiche negli istituti scolatici dovrebbe esserci sempre e bisognerebbe avere professori molto preparati: "anche i ragazzi che sono in Italia da un po', prima di diventare perfettamente bilingui ci mettono tempo". Toniolo critica invece le multe ai genitori che non sanno l'italiano e non seguono i corsi. "Lo Stato italiano non sta offrendo abbastanza corsi di lingua - dice - i Cpa che li erogano hanno le liste d'attesa lunghe, le piante orgaiche bloccate da tempo. La formazone non si mette come obbligo ma come incentivo, tenendo conto del fatto che tanti stranieri lavorano molto e non possono farla".
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