Quattro tracce rilevate sui sacchi
neri nei quali era chiuso il corpo di Liliana Resinovich
corrisponderebbero a un contatto con il guanto da lavoro nero
che fu trovato nei pressi del corpo di Liliana. E' quanto
risulta dall'analisi dattiloscopica incaricata dalla Gip di
Trieste. Elemento questo che, secondo l'avvocato Nicodemo
Gentile che assiste Sergio Resinovich, il fratello di Liliana, è
la conferma di un omicidio. "Che si tratti di un omicidio è
ormai un'evidenza imponente come il Monte Bianco. È tempo di
dare nome e cognome a chi ha ucciso la povera Liliana. La verità
non può più attendere".
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