"Le parole del vicepresidente del Consiglio lasciano esterrefatti perché danno spazio a una logica contraria a ogni Stato di diritto. I magistrati devono semplicemente applicare la legge. La sicurezza non si garantisce scaricandone la responsabilità sulla magistratura. La giustizia non è e non può essere uno strumento di intimidazione nei confronti di nessuno". Così la Giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati in una nota in riferimento alle parole del vicepremier Antonio Tajani, per il quale "serve molta più rigidità da parte della magistratura" sulla convalida degli arresti, affinché si diano "segnali che garantiscano ai cittadini che i ceffi non possano agire impuniti". "Colpirne uno per educarne cento' credo che serva. E credo che alcuni magistrati debbano mettersi una mano sulla coscienza".

Tajani sulla convalida degli arresti: 'colpirne uno per educarne cento'

"Serve molta più rigidità da parte della magistratura" sulla convalida degli arresti. "Chiedo a tutti i magistrati che decidono sugli arresti di dare segnali che garantiscano ai cittadini che i ceffi non possano agire impuniti". "Colpirne uno per educarne cento' credo che serva. E credo che alcuni magistrati debbano mettersi una mano sulla coscienza". Lo ha detto il vicepremier azzurro Antonio Tajani in un botta e risposta con una cittadina in occasione della visita questa mattina al villaggio della legalità. Nella clip, pubblicata da alcuni siti online, si sente la signora affermare all'indirizzo del leader azzurro: "Nelle borgate" c'è "bisogno di più sicurezza". Tajani, nel risponderle, fa un esempio: le forze dell'ordine arrestano un malvivente "a mezzanotte meno cinque", poi "finiscono il turno, ma devono stare tutta la notte in caserma a fare il verbale. La mattina dopo vanno in tribunale e il magistrato lo rimette in libertà". Così "dopo aver fatto 24 ore" di fila, "la mattina dopo si vedono quello che gli sorride in faccia e poi lo ritrovano di nuovo che spaccia. Questo non va bene".

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