MAURIZIO SESSA 'IL SALTO

DELL'EROE. FRANCESCO BARACCA CAVALIERE RAMPANTE' (ED. MEDICEA

FIRENZE, PP. 196, EURO 22)

L'asso dell'aviazione italiana Francesco Baracca (1888-1918), 34

aerei nemici abbattuti nella Prima Guerra Mondiale, restituito

da un particolare volume dell'autore fiorentino Maurizo Sessa

nel suo volto meno conosciuto, e precedente, di cavaliere. E'

questo il taglio, poco battuto dai biografi di Baracca, in cui

si cimenta Sessa col libro 'Il salto dell'eroe - Francesco

Baracca Cavaliere Rampante', excursus sulla carriera di un

ufficiale di cavalleria ancora, non celebre, corredato da

fotografie inedite estrapolate da una collezione di 200 immagini

e da un epistolario con la madre, l'unico noto oltre a quello,

breve a causa della morte di Baracca sul Montello, con l'amata

Norina Cristofoli, cantante lirica conosciuta prima della

disfatta di Caporetto, una storia molto riservata per la

giovanissima età dell'artista.

L'autore, nel libro prefato dal generale Urbano Floreani

dell'Aeronautica Militare e introdotto dalla storica Susanne L.

Probst,

affronta la vita di Baracca prima della Guerra Mondiale. Al

centro ci sono gli anni tra il 1910 e il 1912, alla vigilia

della scelta di diventare aviatore. Un periodo che il libro

restituisce attraverso addestramenti, tornei ippici

internazionali a Roma e Torino, battute di caccia e occasioni di

vita sociale, offrendo uno sguardo sul futuro protagonista

dell'aviazione italiana e sul mondo al quale apparteneva.

L'ufficiale ancora va a cavallo ed è inconsapevole del destino

di gloria e di onori, e di fama postuma, che ne segnerà

l'esistenza.

Il nucleo della documentazione fotografica, scoperta da

Sessa e di sua proprietà, riguarda il corso frequentato da

Baracca a Tor di Quinto, nella campagna romana, tra ottobre e

dicembre 1910. A queste immagini si affiancano quelle del

concorso ippico di campagna tenuto nello stesso luogo nel 1910 e

del concorso di salto a ostacoli di Torino del 1911. Il dialogo

tra fotografie e carteggio permette di ricostruire anche

l'ambiente aristocratico e militare: la nobiltà romana, le

relazioni e i ritrovi che animavano il mondo equestre, con

riferimenti ai raduni ippici di Centocelle, Firenze e Livorno.

Ne nasce un racconto per immagini che restituisce Baracca dentro

il suo tempo, prima che la sua figura si leghi indissolubilmente

al volo e all'immagine di eroe italiano della Grande Guerra. Il

passaggio dalla Cavalleria all'Aviazione diventa così il filo

conduttore del volume: il 'salto' che unisce due stagioni della

stessa vita, dal cavaliere a cavallo al cavaliere dell'aria, da

un passato romantico, a un modernismo che affascinò le masse

anche nelle sue applicazioni belliche, e perciò terribili.

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