L'ex Ilva oggi si chiama Acciaierie d'Italia e oltre allo stabilimento di Taranto, in Puglia, possiede quelli di Cornigliano, Novi Ligure e Racconigi. Ma la storia dell'acciaieria parte da molto lontano.

A cominciare dal 1905, quando viene costituita la società anonima Ilva e la successiva nascita del Consorzio Ilva fino agli anni '30, quando l'azienda passa sotto il controllo pubblico tramite l'Iri e viene creata la finanziaria di settore Finsider. Ma è il 9 luglio 1960 la posa della prima pietra, nel 1961 l'avvio del Tubificio, il 24 ottobre 1964 l'attivazione del primo altoforno, il 10 aprile 1965 lo stabilimento viene inaugurato ufficialmente dal presidente della Repubblica Giuseppe Saragat. Lo stabilimento di Taranto nasce come il quarto centro siderurgico italiano dopo che erano già attivi sul territorio le acciaierie di Cornigliano, l'Ilva di Piombino e Bagnoli. La nascita dello stabilimento di Taranto porta alla fondazione di Italsider.

1983 - Colpita dalla crisi della siderurgia europea e statale, l'Italsider viene ristrutturata e posta in liquidazione, trasferendo gran parte delle attività nella Nuova Italsider.

1989 - Nasce Ilva spa, che assorbe Finsider e Nuova Italsider.

1995 - L'Ilva viene privatizzata. L'impianto ex Italsider di Taranto passa al Gruppo Riva.

2012 - La magistratura dispone il sequestro degli impianti dello stabilimento di Taranto per disastro ambientale (i Riva saranno poi condannati per questo nel 2021). Il 4 giugno il governo approva un decreto per la gestione commissariale.

2015 - L'acciaieria passa in regime di amministrazione straordinaria.

2016 - Il ministero dello Sviluppo economico avvia l'iter per l'assegnazione ai privati dell'acciaieria.

2018 - Il gruppo franco-indiano ArcelorMittal si aggiudica l'acquisizione degli impianti con il cambio di denominazione in ArcelorMittal Italia Spa.

2019 - Viene annullata l'immunità penale (introdotta per la prima volta con un decreto nel gennaio 2015) e ArcelorMittal deposita l'atto di citazione per recedere dal contratto di affitto e successivo acquisto dell'Ilva.

2020 - Il 4 marzo viene firmato un accordo tra i commissari Ilva e ArcelorMittal che prevede una trattativa per verificare le condizioni per la sottoscrizione di un nuovo accordo sulla governance Ilva.

2021 - Invitalia entra nella compagine societaria come socio di minoranza e il gruppo viene rinominato Acciaierie d'Italia Spa.

2023 - Dopo un anno in cui i dati della produzione sono inferiori rispetto al previsto e nonostante i ripetuti tentativi, ArcelorMittal e Invitalia non riescono a trovare un accordo né sulla ricapitalizzazione né sull'acquisizione degli impianti.

2024 - Arriva il nuovo commissariamento. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso dispone l'amministrazione straordinaria di Acciaierie d'Italia Spa, nominando Giancarlo Quaranta commissario. È la seconda grande procedura commissariale della vicenda, distinta da quella di Ilva Spa avviata nel 2015. Viene poi avviato un nuovo bando di gara.

2025 - Alla scadenza della gara arrivano dieci offerte, tre delle quali per l'intero complesso industriale: Baku Steel Company con Azerbaijan Investment Company, Bedrock Industries e Jindal Steel International.

2026 - La Corte d'Appello di Milano ordina la sospensione degli impianti dell'area a caldo. Accogliendo il reclamo dei cittadini, i giudici dispongono la sospensione dell'attività produttiva dell'area a caldo entro 90 giorni dall'ultima comunicazione del decreto. Una decisione confermata anche dalla pronuncia della Cassazione.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA