"Per definizione l'andare per mare
'livella', cioè quando sei in barca non hai gerarchie dettate da
uno status precedente, ma tutto si livella e conta il sentire il
mare, la capacità di leggere il mare, il coraggio. E non è detto
che una persona che ha delle fragilità nel momento in cui sale
su una barca a vela non sia più coraggiosa, più capace di
affrontare il mare. Quindi la vela è per sua natura capace
appunto di includere". Ne è convinto il presidente della Società
velica di Barcola e Grignano, Mitja Gialuz.
"Lo dico sempre - ha puntualizzato nel corso del Caffè sul
Vespucci, la rubrica promossa da agenzia ANSA e Tour mondiale
Amerigo Vespucci in occasione della Barcolana - quando si monta
in barca si lascia in lei e ci si dà del tu, si parla in inglese
in qualche modo. Questo è fondamentale perché tutti si è sulla
stessa barca, come ci aveva insegnato Marina Abramovic con il
bel poster del 2018 per la 50/a edizione della Barcolana 'We are
all in the same boat' e questo vale tanto".
La vela, ha aggiunto Gialuz, "è uno sport che forma la
personalità probabilmente più di altri perché si è immersi nella
natura e si ha sempre la sensazione di stare dentro una forza
che può essere anche incontrollata e incontrollabile. Poi c'è
l'altro aspetto che è quello dell'equipaggio, della squadra,
perché quando si va per mare si è dentro un team e quindi si
impara a stare all'interno di una comunità".
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