Abbraccio del campo progressista sotto il palco della Cgil. Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, si ritrovano a piazza del Popolo dopo il discorso di Maurizio Landini - che ha infiammato i tanti presenti - per una photo opportunity e un impegno sulla costruzione dell'alternativa a partire dalla difesa della Costituzione. "Qui c'è lo spirito del referendum - sorride Schlein - costruiamo l'alternativa insieme". "Noi siamo pronti - ribadisce Giuseppe Conte - e quindi speriamo davvero che nei prossimi giorni ci possa iniziare a confrontare con le altre forze di opposizione". Il punto centrale resta, infatti, quello del programma e della sintesi ancora da costruire su temi come quello dell'Ucraina così come sul perimetro dell'alleanza con le garanzie che i pentastellati tornano a chiedere su Matteo Renzi. "Troveremo sicuramente una sintesi - sottolinea comunque Conte a proposito di Kiev - dobbiamo sforzarci di trovare una sintesi, ma l'importante è che nessuno pensi di riproporre la politica fallimentare di questo governo".
Domani, intanto, un altro passaggio cruciale per il campo progressista sarà l'assemblea Dem nella quale dovrà essere approvata la modifica statutaria per specificare che in caso di elezioni a ridosso e mandato del segretario in scadenza il congresso si tiene comunque dopo. Interlocuzioni fino all'ultimo - viene riferito - ci saranno tra il Nazareno e l'area riformista sul dispositivo e per uno svolgimento delle assise senza troppi scossoni. Non dovrebbe esserci, invece, una questione legata al secondo nome per le primarie (non previsto dallo statuto Dem ma sul quale i riformisti avevano a un certo punto cercato sponde). Mentre Salis torna a chiamarsi fuori dalla corsa: "non farò le primarie nè da federatrice".
A Schlein, inoltre, il compito di mediare anche sui temi come il sostegno a Kiev o il fisco. I riformisti sono inoltre determinati a chiedere più dettagli sul programma e con quale metodo si intenda procedere nell'alleanza su questo. Intanto, però, si guarda alla piazza nella quale la segretaria Dem legge segnali postivi. "È di questo che abbiamo bisogno, di costruire l'alternativa insieme, di riuscire - sottolinea Schlein - ad andare noi verso quelle persone che si sono mobilitate e che magari in questi anni sono state più distanti, o che magari non si fidano più molto della politica, ma hanno ben chiaro cosa vuol dire difendere la nostra Costituzione, che va attuata fino in fondo". Questo, sottolinea Angelo Bonelli, "è l'avvio di una grande stagione di mobilitazioni". "Bisogna stare sempre nelle piazze, con chi protesta, con chi si mobilita, oggi con i lavoratori, con le lavoratrici di questo Paese chiamate in piazza dal più grande sindacato italiano, da moltissime associazioni, quelle della via Maestra per dire una cosa molto semplice: bisogna cambiare strada".
I due leader di Avs arrivano da subito al corteo a Piazza della Repubblica. Bonelli ha in testa il casco della Fiom: "chi mi ha fermato, immagino fermeranno anche Schlein e Conte, mi ha chiesto di essere uniti: il campo largo ha la grande responsabilità di essere unito, senza tatticismi, sarebbe imperdonabile tradire questa richiesta". Mentre sfilano le delegazioni dei partiti, i Dem, tra gli altri, con Arturo Scotto, Marco Furfaro, Susanna Camusso e i pentastellati con i Riccardo Ricciardi, Vittoria Baldino, Francesco Silvestri, Gilda Sportiello, Davide Aiello vicino al palco arrivano a salutare Maurizio Landini prima Schlein e poi Conte. Per entrambi, in due parti distinte della piazza, vanno in scena selfie e strette di mano. Qualcuno dice a Conte "non portate dentro Renzi e sbrigatevi col programma". Lui sorride e poi si sposta ad ascoltare il discorso di Landini dalla piazza con i militanti, come aveva già fatto in altre manifestazioni in passato.
"A lui piace stare in mezzo alla gente", sottolineano i suoi. Sotto il palco Schlein, Fratoianni e Bonelli applaudono alle stoccate di Landini al governo. Applausi di Avs anche quando rilancia la patrimoniale, tema su cui da giorni l'alleanza verdi e sinistra insiste. Alla fine i quattro leader si riuniscono per un abbraccio mentre suonano le note di 'Bella ciao'.
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