"Bro calmati, siamo tutti contro gli sbirri". E' una frase della chat sospetta scoperta in un telefono di un indagato per i disordini dello scorso weekend a Milano e riportata nell'atto di perquisizione eseguito nei confronti di alcuni ragazzi nel capoluogo lombardo. Nel decreto si parla di gruppo WhatsApp con "numerosi utenti", di "messaggi dal contenuto istigatorio, con espliciti propositi di aggressione e rapina ai danni (...) delle forze dell'ordine" per sottrarre "armi in dotazione", danneggiare auto "di servizio" e incendiare edifici. Inoltre ci sono riferimenti all'organizzazione di una manifestazione per oggi.

Nel decreto, pubblicato anche sui social, a proposito della chat individuata nell'ambito delle indagini della Questura di Monza, si sottolinea anche la condivisione, da parte di uno dei partecipant, di un filmato con immagini di "una pistola dalla quale veniva estratto il caricatore e - si legge nell'atto - successivamente sfilate le relative cartucce, accompagnato dalla significativa dicitura "Preparazione". Inoltre sono emersi messaggi relativi a una "ulteriore manifestazione prevista per il 24 ottobre 2026, potenzialmente in grado di richiamare un elevatissimo numero" di persone profilando in tal modo "il rischio di gravi disordini e di episodi di violenza collettiva".

Sono in totale oltre 150 le perquisizioni della polizia tra Milano, Monza ed in altre 20 città, principalmente in Lombardia, nell'ambito di attività investigative dopo i disordini del fine settimana scorso e sono scaturite proprio da una chat rintracciata nei giorni scorsi dagli agenti della Questura di Monza su un telefono di uno dei giovani protagonisti.

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