L'Aula del Senato ha completato l'esame di tutti gli emendamenti e ordini del giorno alla riforma della legge elettorale. Domani mattina sono previste le dichiarazioni di voto e il voto finale sul provvedimento che dovrà poi tornare alla Camera in terza lettura.

Tra le modifiche introdotte nell'esame a Palazzo Madama le preferenze con capolista bloccati e la revisione della norma sulla raccolta delle firme oltre a una modifica che ridisegna i confini dei collegi della provincia di Bolzano e all'estensione del voto fuorisede ai caregiver.

Un cambiamento sulla norma sulle firme? "Al momento non è nell'aria", ha detto la ministra delle Riforme, Elisabetta Casellati, ai cronisti che in Transatlantico al Senato le chiedevano della norma che ha quadruplicato le firme che deve raccogliere per presentarsi alle elezioni chi non è già in Parlamento. Casellati ha ricordato come l'emendamento in questione sia stato approvato e che non sono previste modifiche al testo alla Camera.

La proposta, ha spiegato "ha l'obiettivo di far si che non ci sia frammentazione" eccessiva, anti "liste Pippo", come è stato detto anche in Aula e ciò risponde a una "esigenza di serietà nell'organizzazione delle liste elettorali".

"Non credo proprio che alla Camera ci saranno sussulti", ha detto ancora Casellati. Il voto finale è previsto per domani mattina, il testo, modificato a Palazzo Madama tornerà poi a Montecitorio

Presidio in Senato 'contro attacco alla democrazia'

La protesta contro le nuove regole sulla raccolta delle firme previste dalla legge elettorale arriva a pochi passi dal Senato. A piazza Vidoni, alla manifestazione promossa da Progetto Civico Italia di Alessandro Onorato contro l'aumento delle sottoscrizioni richieste alle nuove formazioni per presentarsi alle elezioni, arriva anche il leader del M5s Giuseppe Conte. E dalla piazza si levano cori "Mattarella, Mattarella", con i manifestanti che chiamano in causa il presidente della Repubblica.

"Le regole della legge elettorale devono essere uguali per tutti, non è possibile questo salva-casta: chi è in Parlamento ci rimane e chi è fuori non può neanche partecipare", attacca Onorato. Nel mirino c'è l'obbligo, per le forze non già rappresentate, di raccogliere circa 400mila firme: "Perché noi dovremmo raccoglierne 400mila? Fratelli d'Italia nel 2013 ne raccolse appena 40mila". Una soglia che, secondo il fondatore di Progetto Civico, costituisce una barriera "insostenibile".

Onorato esclude però operazioni parlamentari costruite soltanto per aggirare l'obbligo: "Non vogliamo fare operazioni tattiche. Se qualcuno viene da noi, viene perché condivide il progetto politico". E aggiunge: "È già una follia che in Italia si cambi la legge elettorale ogni volta che c'è un governo. Se poi addirittura si stabilisce chi può partecipare e chi no", si mette in discussione "il senso della democrazia". Alla protesta si unisce Conte.

"Sono qui e a nome del Movimento mi associo a questa manifestazione perché stiamo parlando di una norma antidemocratica, illiberale e incostituzionale", dice il leader pentastellato. "La barriera che hanno eretto dalla notte al mattino per impedire a nuove formazioni politiche di entrare in Parlamento è addirittura oscena". Con questa norma "si difende solo la casta della classe politica che già siede in Parlamento", incalza ancora l'ex premier, promettendo, "ogni battaglia possibile e immaginabile".

Gli altri articoli approvati

Via libera anche all'articolo 5 della riforma che prevede l'esonero dalla raccolta delle firme per quanti hanno un gruppo in almeno una delle due Camere al 31 dicembre 2025. Respinte le proposte di modifica delle opposizioni.

Approvato l'articolo 6, respingendo tutti gli emendamenti presentati. Nell'articolo si prevede tra l'altro, la riduzione da 4 a 2 (Europa ed extra Ue) le ripartizioni geografiche della circoscrizione Estero per la Camera e da 4 a una sola area per il Senato.

Ok anche all'articolo 7, che riguarda invece la metodologia di voto all'Estero e prevede, tra l'altro che le firme da raccogliere (tra 500 e mille di residenti nella relativa ripartizione come previsto dall'attuale legge) non siano richieste "per i partiti o i gruppi politici costituiti in gruppo parlamentare, anche in una sola delle due Camere, nella legislatura in corso al momento della convocazione dei comizi o che nell'ultima elezione hanno presentato candidature con proprio contrassegno e hanno ottenuto almeno un seggio in una delle due Camere".

Via libera all'estensione ai caregiver del voto fuorisede

Via libera dell'Aula del Senato, con 95 voti a favore, 2 contrari e 46 astenuti, a un emendamento alla legge elettorale, riformulato dal governo a prima firma della senatrice di FdI Domenica Spinelli, che estende ai caregiver la possibilità del voto fuorisede, già prevista nella riforma per motivi di cura.

Il testo consente questa possibilità per i caregiver familiari che, per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricada la data di svolgimento delle elezioni, presta attività di cura e assistenza in favore di una "persona sottoposta ad assistenza sanitaria, terapia o trattamento medico o riabilitativo presso una struttura situata in un comune appartenente ad una regione diversa da quella del comune nelle cui liste elettorali sono iscritti".

Lo stesso vale per "genitori o familiari conviventi di un minore che, per il medesimo periodo, accompagnino o prestino attività di cura e assistenza in suo favore perchè sottoposto ad assistenza sanitaria, terapia o trattamento medico presso una struttura sanitaria situata in un comune appartenente ad una regione diversa" da quella nella quale si risulta elettore. Le opposizioni si sono astenute.

Bonelli: 'Faremo opposizione ad una legge anticostituzionale'

Borghi (Iv): 'Limita l'autonomia del capo dello Stato, è contro la Costituzione'

Riproduzione riservata © Copyright ANSA